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Ordinanza

Ordinanza n. 2228/2026 - Roma, Sezione 1

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della delibera del Consiglio Superiore della Magistratura, adottata nella seduta del 4 marzo 2026, relativa alla pratica n. -OMISSIS-2026, con la quale è stata respinta l’istanza presentata dal dott. -OMISSIS-, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di -OMISSIS-, volta ad ottenere un esonero parziale dall’attività giurisdizionale, con conseguente declaratoria di decadenza del medesimo dall’incarico di componente del Comitato Direttivo della Scuola Superiore della Magistratura; della nota del Consiglio Superiore della Magistratura del 5 marzo 2026, prot. n. -OMISSIS-, recante la comunicazione della suddetta delibera; nonché di ogni altro atto presupposto, consequenziale e comunque connesso, ancorché allo stato non conosciuto; e per l’accertamento del diritto del ricorrente, a fronte di apposita istanza, di usufruire dell’esonero parziale dall’attività giurisdizionale nella misura determinata dal Consiglio superiore della magistratura, ai sensi dell’art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 26 del 2006; nonché, in ogni caso, per la condanna dell’Amministrazione al risarcimento del danno derivante dall’illegittimità dei provvedimenti impugnati.

Giustizia amministrativa202603601

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: delibera del CSM che ha respinto l'istanza di esonero parziale dall'attività giurisdizionale e ha determinato la decadenza dall'incarico di componente del Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura, nonché la relativa comunicazione

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (organo di autogoverno)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone la sospensione cautelare, la delibera del CSM del 4 marzo 2026 e la nota di comunicazione del 5 marzo 2026. Ha dedotto l'illegittimità del diniego dell'esonero parziale dall'attività giurisdizionale, domandando anche l'accertamento del diritto a usufruire dell'esonero nella misura determinata dal CSM e il risarcimento dei danni. La vicenda riguarda un magistrato ancora in servizio, nominato componente del Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura, che aveva dichiarato di voler assumere l'incarico soltanto a condizione di ottenere l'esonero parziale e aveva escluso il proprio consenso al collocamento fuori ruolo. In sede cautelare il ricorrente ha sostenuto, in sostanza, la spettanza dell'esonero parziale e l'illegittimità della conseguente decadenza dall'incarico.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per assenza di profili di prospettica fondatezza. Ha ritenuto che l'esonero parziale dall'attività giurisdizionale costituisca un'opzione alternativa al collocamento fuori ruolo, subordinata a un'autorizzazione del CSM implicante l'esercizio di potere discrezionale e la comparazione degli interessi coinvolti. Ha giudicato apparentemente logica la valutazione del CSM, secondo cui l'esonero parziale risultava incompatibile con la titolarità dell'ufficio direttivo di Procuratore della Repubblica. Poiché il ricorrente aveva subordinato l'assunzione dell'incarico all'ottenimento dell'esonero e non aveva accettato il collocamento fuori ruolo, il TAR ha ritenuto necessaria la conseguente decadenza dall'incarico. Le spese della fase cautelare sono state compensate.

Norme richiamate

  • art. 6, comma 2, d.lgs. n. 26/2006

    possono usufruire di un esonero parziale dall'attività giurisdizionale nella misura determinata dal Consiglio superiore della magistratura

    L'esonero parziale dei magistrati nominati nel Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura è un'opzione alternativa al collocamento fuori ruolo e richiede un'autorizzazione del CSM, esercitata mediante valutazione discrezionale e comparazione degli interessi coinvolti.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale per la domanda cautelare incidentale, respinta dal TAR per l'assenza di prospettiva di fondatezza del ricorso.

  • d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale base normativa per l'oscuramento delle generalità delle persone fisiche indicate nel provvedimento.

  • Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, per disporre l'oscuramento delle generalità delle persone fisiche.

Massime di principio

  • Quando una disposizione prevede che un magistrato nominato in un organo direttivo della Scuola Superiore della Magistratura possa usufruire di un esonero parziale dall'attività giurisdizionale, tale esonero non costituisce un diritto automaticamente esercitabile, ma un'opzione subordinata all'autorizzazione del Consiglio Superiore della Magistratura, cui compete una valutazione discrezionale mediante comparazione degli interessi coinvolti.
  • È apparentemente logica la valutazione del Consiglio Superiore della Magistratura che ritenga incompatibile l'esonero parziale dall'attività giurisdizionale con la titolarità di un ufficio direttivo requirente, qualora le esigenze organizzative e funzionali dell'ufficio rendano non adeguata la simultanea permanenza del magistrato nell'incarico direttivo e nell'attività ridotta.
  • Quando il magistrato dichiara di accettare l'incarico presso il Comitato direttivo della Scuola Superiore della Magistratura soltanto a condizione dell'esonero parziale e rifiuta il collocamento fuori ruolo previsto come soluzione prioritaria, la mancata concessione dell'esonero può comportare la necessaria decadenza dall'incarico.

Come è indicizzato

MaterieRapporto di impiego non privatizzatoTutela cautelare
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelarePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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