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Cassazione Penale, Ordinanza n. 07118/2026 del 23/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione è stato proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte di appello di Napoli del 31/03/2025. Dal testo emerge che il ricorso articolava almeno due motivi. Il primo motivo deduceva violazione di legge: da un lato censurava il doppio aumento di pena applicato dal giudice di merito, dall'altro lamentava l'omessa esclusione della recidiva. Il secondo motivo contestava il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. Prima della trattazione dei motivi, il difensore aveva anche depositato una rinuncia al ricorso, ma la Corte l'ha ritenuta inefficace perché il difensore non risultava munito di procura speciale valida e la sottoscrizione della procura in atti non era autenticata.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha anche rilevato che la rinuncia al ricorso era inidonea per difetto di valida procura speciale. Nel merito, ha considerato manifestamente infondate le censure sul trattamento sanzionatorio: la graduazione della pena, compresi aumenti e diminuzioni, rientra nella discrezionalità del giudice di merito nei limiti degli artt. 132 e 133 c.p.; la valutazione sulla recidiva richiede un esame concreto del rapporto tra il fatto e i precedenti; il diniego delle attenuanti generiche è motivabile valorizzando gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti senza dover confutare analiticamente tutti gli altri. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 132 c.p.

    Richiamato come criterio per la discrezionalità del giudice nella determinazione della pena.

  • art. 133 c.p.

    Richiamato come parametro per la graduazione della pena e per la valutazione concreta della recidiva e degli elementi rilevanti ai fini delle attenuanti generiche.

  • art. 3 c.p.

    Richiamato nel testo della censura sulla recidiva, ma non oggetto di autonoma elaborazione decisoria.

  • Cassa delle ammende

    Indicata come beneficiaria della sanzione pecuniaria conseguente all'inammissibilità del ricorso.

Massime di principio

  • La graduazione della pena, comprese le scelte relative agli aumenti e alle diminuzioni per circostanze aggravanti o attenuanti, rientra nella discrezionalità del giudice di merito ed è sindacabile in cassazione solo nei limiti della violazione di legge o della manifesta illogicità della motivazione.
  • La valutazione della recidiva non può essere formulata in astratto né basarsi soltanto sulla gravità dei fatti o sulla loro collocazione temporale, ma deve tenere conto in concreto del rapporto tra il fatto per cui si procede e i precedenti penali, per verificare se questi ultimi esprimano una perdurante inclinazione al delitto.
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è legittimamente motivato quando il giudice richiama gli elementi ritenuti decisivi o comunque rilevanti, senza essere tenuto a esaminare analiticamente tutti i dati favorevoli o sfavorevoli prospettati dalle parti.
  • La rinuncia al ricorso richiede una valida procura speciale; in difetto di autenticazione idonea a garantire la genuinità della sottoscrizione, la rinuncia non produce effetto.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiRecidiva

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