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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24197/2025 del 01/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte (Cassazione) ha ritenuto fondato il motivo: considerato che il fatto era configurato come furto aggravato procedibile a querela e che non risulta depositata querela, il reato è divenuto improcedibile ai sensi dell'art. 129 c.p.p. Conseguentemente la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché l'azione penale non può essere proseguita per difetto di querela. Decisione datata 7 maggio 2025.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'Appello che aveva confermato la condanna per furto aggravato. Il motivo principale è la violazione di legge per omessa declaratoria di improcedibilità del reato per difetto di querela, in considerazione delle modifiche apportate dalla cd. riforma "Cartabia" che hanno reso il reato di furto aggravato procedibile a querela salvo le eccezioni previste (art. 625, n.7 e n.7‑bis e il caso della cosa esposta alla pubblica fede). Nel caso concreto il reato contestato è furto aggravato ai sensi degli artt. 625 nn. 2 e 5 e 61 nn. 5 e 7 c.p.; la querela non risulta essere stata presentata, per cui secondo i ricorrenti il procedimento era improcedibile.

Norme richiamate

  • Riforma "Cartabia" (modifiche procedibilità reati)

    Ha modificato la procedibilità di taluni reati, rendendo il furto aggravato procedibile a querela salvo le specifiche eccezioni previste dall'art. 625 (n.7 e n.7‑bis) e il caso della cosa esposta alla pubblica fede.

  • art. 625 cod. pen. (furto) - nn. 2, 5, 7, 7‑bis

    Nel testo della sentenza si evince che, salvo le ipotesi espressamente escluse (n.7, n.7‑bis e la cosa esposta alla pubblica fede), il furto aggravato contestato (nn. 2 e 5, con riferimento anche alle circostanze di cui all'art. 61) è da considerare procedibile a querela; le eccezioni indicate consentono invece la procedibilità d'ufficio.

  • art. 61 cod. pen. (circostanze aggravanti) - nn. 5 e 7

    Le circostanze aggravanti richiamate qualificano il furto nella fattispecie concreta, ma non incidono sulla necessità della querela quando la norma di riferimento sulla procedibilità lo richiede.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Stabilisce l'improcedibilità del reato quando la querela, richiesta per la procedibilità, non è stata presentata; sulla base di questa norma la Corte ha disposto l'annullamento senza rinvio.

Massime di principio

  • Dopo la riforma Cartabia, per i reati di furto aggravato occorre verificare se la fattispecie rientra tra quelle procedibili d'ufficio (es. art. 625 n.7, n.7‑bis o cosa esposta alla pubblica fede); se non rientra, la procedibilità è a querela.
  • Se la querela è richiesta per la procedibilità e non risulta presentata, il procedimento penale è improcedibile ex art. 129 c.p.p. e la sentenza può essere annullata senza rinvio.
  • In fase di impugnazione va rilevato d'ufficio il difetto di querela quando rilevante per la procedibilità: la Corte di legittimità può decidere l'annullamento senza rinvio se il vizio inibisce totalmente la prosecuzione dell'azione penale.
  • Difensori e pubblica accusa devono verificare tempestivamente la sussistenza della querela e, se necessario, indagare sulla presenza di cause che consentono la procedibilità d'ufficio; il mancato accertamento può portare alla perdita dell'azione penale.
  • In situazioni simili occorre controllare con cura la qualificazione normativa del reato e le eventuali eccezioni previste dalla legge per stabilire se la prosecuzione d'ufficio sia legittima o se sia invece necessario l'atto di querela della persona offesa.

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