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Legge

L.R. FVG 25/2004

Interventi a favore della sicurezza e dell'educazione stradale.

Normativa regionaleL.R. FVG 25/2004Non più vigente

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge del Friuli Venezia Giulia istituisce un sistema di programmazione, monitoraggio e finanziamento per migliorare la sicurezza stradale e l’educazione stradale, tramite Piano regionale, Consulta e Osservatorio. Prevede giornate dedicate, borse di studio, convenzioni e contributi a enti e soggetti senza fini di lucro. Le norme finanziarie riguardano però gli stanziamenti 2004-2006, oggi esauriti.

Interventi regionali per la sicurezza e l'educazione stradale

Interventi regionali per la sicurezza e l’educazione stradale

La legge disciplina, nel territorio del Friuli Venezia Giulia, un sistema organico di promozione della sicurezza stradale, di educazione degli utenti della strada e di coordinamento tra istituzioni, enti locali e soggetti sociali interessati. L’obiettivo è ridurre l’incidentalità attraverso programmazione, monitoraggio, prevenzione, formazione e interventi finanziari coerenti con le linee nazionali ed ევროპee.

Finalità e impostazione generale

La Regione promuove iniziative di carattere scientifico, tecnico, tecnologico, normativo, educativo e culturale in attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale e degli obiettivi dell’Unione europea. L’azione regionale è orientata a:

  • pianificare e programmare gli interventi in materia di sicurezza stradale;
  • raccogliere, analizzare e diffondere dati su sinistri, fattori di rischio e concause;
  • diffondere la cultura della sicurezza e dell’educazione stradale;
  • coordinare sul territorio i soggetti pubblici e privati che operano nel settore, nel rispetto delle competenze di legge.

Piano regionale della sicurezza stradale

Il Piano regionale della sicurezza stradale è lo strumento centrale della disciplina. Esso costituisce un sistema di indirizzi, misure e interventi finalizzati al miglioramento della sicurezza stradale secondo linee guida nazionali e comunitarie.

Gli obiettivi principali sono:

  • governo sistematico e coordinato della sicurezza stradale;
  • educazione alla sicurezza stradale, con priorità alla popolazione scolastica giovanile e a categorie specifiche di utenti;
  • programmazione e realizzazione di interventi infrastrutturali sulla rete stradale regionale;
  • messa in sicurezza delle aree urbane a maggiore rischio;
  • riduzione dell’incidentalità e delle sue conseguenze.

Il Piano sviluppa inoltre linee di intervento che comprendono:

  • indirizzo, coordinamento e incentivazione di progetti della Regione, delle autonomie locali, degli enti gestori delle strade e dei servizi di trasporto regionali e delle imprese regionali;
  • informazione, educazione, sensibilizzazione e formazione di cittadini, tecnici e decisori;
  • rafforzamento di prevenzione, controllo e repressione, anche mediante maggiore coordinamento tra forze di polizia e uso di nuove tecnologie;
  • potenziamento dell’azione sanitaria, sia preventiva sia di primo e pronto soccorso;
  • miglioramento di regole e controlli su veicoli, conducenti e servizi di trasporto;
  • migliore organizzazione del traffico e della rete infrastrutturale, anche tramite strumenti di pianificazione e progetti per conciliare qualità urbana, ambiente, sicurezza dei pedoni e circolazione veicolare.

Il Piano è predisposto dalla Direzione centrale competente in materia di pianificazione territoriale, mobilità e infrastrutture di trasporto, con la collaborazione della Direzione centrale salute e protezione sociale e con il supporto tecnico dell’Osservatorio. È approvato dalla Giunta regionale, sentita la Consulta regionale e previo parere della Commissione consiliare competente. Deve essere aggiornato ogni tre anni oppure prima, se mutano fattori che ne giustifichino la revisione.

Educazione stradale, informazione e iniziative di sensibilizzazione

La legge prevede diverse azioni di promozione della cultura della sicurezza stradale:

  • istituzione della giornata della sicurezza stradale, da celebrarsi ogni anno nel giorno individuato dalla Consulta regionale;
  • divulgazione, anche tramite strumenti elettronici, del Piano regionale e della relazione annuale dell’Osservatorio;
  • individuazione, d’intesa con le amministrazioni provinciali interessate, dei siti da destinare a circuiti per la guida sicura;
  • concessione di finanziamenti a università e istituti scolastici regionali per borse e assegni di studio a favore di studenti e allievi che abbiano svolto studi o ricerche nel settore o si siano distinti per senso civico sui temi della sicurezza e dell’educazione stradale.

Le borse e gli assegni di studio sono attribuiti in occasione della giornata della sicurezza stradale, a studenti selezionati annualmente mediante procedure concorsuali svolte dalle facoltà universitarie o dagli istituti scolastici interessati.

Consulta regionale della sicurezza stradale

È istituita la Consulta regionale della sicurezza stradale, organo consultivo dell’Amministrazione regionale. La sua funzione è favorire la conoscenza dello stato della sicurezza stradale e la partecipazione delle istituzioni e delle parti sociali interessate.

La Consulta:

  • elabora elementi conoscitivi e interpretativi, soprattutto sulla base dei dati dell’Osservatorio;
  • sostiene il confronto e la concertazione tra istituzioni e rappresentanze interessate;
  • formula alla Giunta regionale proposte operative per la pianificazione e la programmazione.

La composizione comprende rappresentanti della Regione, delle Province, dei Comuni, delle forze dell’ordine, dell’ANAS, dei vigili del fuoco, dell’ACI, delle autoscuole e della Federazione Motociclistica Italiana, oltre ad altri soggetti istituzionali indicati dalla legge. Possono essere invitati, senza voto, funzionari regionali, docenti universitari, tecnici, esperti e rappresentanze interessate. Le stesse rappresentanze possono chiedere di essere ascoltate.

Per i componenti designati da alcuni enti vale un mandato di tre anni. La Consulta si riunisce normalmente ogni sei mesi e comunque su convocazione del Presidente o su richiesta di un terzo dei componenti. Le sedute sono valide con la maggioranza dei componenti effettivi; le decisioni sono prese a maggioranza dei presenti e, in caso di parità, prevale il voto del Presidente.

Osservatorio sulla sicurezza stradale

Presso la Direzione centrale competente è istituito l’Osservatorio sulla sicurezza stradale, con il compito di supportare la Regione nella conoscenza e nel governo del fenomeno dell’incidentalità. Per il suo funzionamento l’Amministrazione regionale può avvalersi di personale regionale e di personale di Agenzia regionale della sanità, università, Province e Comuni, attraverso forme di collaborazione istituzionale.

L’Osservatorio:

  • gestisce il Centro di monitoraggio regionale per la raccolta, elaborazione e qualità dei dati, anche sanitari, sugli incidenti stradali;
  • redige la relazione annuale sullo stato della sicurezza e dell’educazione stradale, da trasmettere alla Consulta, alla Giunta e al Consiglio regionale entro il 31 marzo di ogni anno con riferimento all’anno precedente;
  • elabora gli elementi tecnico-statistici necessari per il Piano regionale;
  • fornisce supporto alla Consulta.

Interventi finanziari, contributi e collaborazioni

Gli interventi finanziari regionali possono assumere la forma di iniziative dirette della Regione oppure di contributi a terzi. La ripartizione delle risorse tra interventi diretti e contributivi è stabilita con deliberazione della Giunta regionale.

Gli interventi devono essere previsti dal Piano regionale o comunque coerenti con esso. I contributi possono essere concessi a:

  • Province;
  • Comuni;
  • loro consorzi;
  • altri enti pubblici;
  • associazioni e istituzioni senza fini di lucro che operino per l’organizzazione e lo sviluppo della sicurezza stradale.

I criteri e le modalità di concessione, erogazione e rendicontazione sono demandati a un apposito regolamento.

La Regione può inoltre stipulare convenzioni con università, provveditorati agli studi o altri enti pubblici per predisporre programmi di intervento, iniziative o ricerche coerenti con le finalità della legge, in particolare per le iniziative connesse alla giornata della sicurezza stradale. Di tali convenzioni viene data comunicazione alla Consulta e all’Osservatorio.

Regime transitorio e abrogazioni

La legge prevede un regime transitorio per consentire la conclusione dei procedimenti già avviati e la definizione delle istanze riferite ai fondi stanziati sull’esercizio 2004. In tale ambito continua ad applicarsi la disciplina previgente di cui alla legge regionale 18/1972 e al relativo regolamento del 2003, limitatamente a quei procedimenti e a quelle risorse.

Viene inoltre disposta la soppressione, nella legge regionale 18/1972, del riferimento ai corsi di educazione stradale.

Disposizioni finanziarie

Le norme finanziarie autorizzano stanziamenti per il triennio 2004-2006 a copertura delle nuove iniziative e degli interventi per la sicurezza e l’educazione stradale, con ulteriori somme per il ricorso al mercato finanziario. La copertura è individuata mediante storni da altre unità previsionali di base del bilancio regionale.

Si tratta tuttavia di previsioni strettamente legate agli esercizi finanziari 2004, 2005 e 2006, ormai conclusi e quindi prive di utilità applicativa attuale.

Valutazione di attualità della legge

La disciplina sostanziale sul piano organizzativo e programmatorio resta descritta dalla legge, ma la parte finanziaria è storicizzata e riferita a esercizi già chiusi. Nell’uso pratico odierno, il testo ha valore soprattutto ricognitivo e di inquadramento storico dell’impianto regionale sulla sicurezza stradale, non come fonte di nuovi stanziamenti o procedure di finanziamento immediatamente operative.

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