Sentenza n. 5985/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza n. 753/2022 del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, pubblicata in data 29.06.2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, che aveva accertato il diritto alla Retribuzione professionale docenti e condannato l'amministrazione al pagamento di euro 3.932,93, oltre accessori
Esito
Favorevole al ricorrente (dipendente scolastica)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Velletri, Sezione Lavoro, pubblicata il 29 giugno 2022. La sentenza aveva riconosciuto il diritto alla Retribuzione professionale docenti in relazione a incarichi a tempo determinato per supplenze temporanee negli anni scolastici 2015/2016, 2016/2017 e 2017/2018, condannando l'amministrazione al pagamento di euro 3.932,93, oltre alla maggior somma tra interessi e rivalutazione monetaria. La ricorrente ha dedotto la mancata esecuzione del giudicato anche dopo la notificazione della sentenza in forma esecutiva. Il Ministero si è costituito con atto di stile, senza eccepire l'avvenuto adempimento né fornire giustificazioni sull'inerzia.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, rilevando che l'amministrazione non aveva allegato né provato l'avvenuto adempimento delle obbligazioni derivanti dal titolo giudiziale e non aveva giustificato la propria inerzia. Ha ordinato al Ministero di dare esecuzione al giudicato entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Ha nominato commissario ad acta il Direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale per il Lazio, con facoltà di delega e senza compenso, attribuendogli il compito di eseguire la sentenza entro 120 giorni dalla scadenza del termine assegnato all'amministrazione, previa richiesta della ricorrente. Ha accolto anche la domanda di astreinte, disponendo che la penalità decorra soltanto dall'eventuale inottemperanza ai termini fissati nel dispositivo e sia quantificata negli interessi legali sulla somma complessivamente dovuta, ai sensi dell'art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. Il Ministero è stato inoltre condannato al pagamento di 750 euro di spese di giudizio, oltre accessori di legge.
Norme richiamate
art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.
eventuale penalità di mora
Consente al giudice dell'ottemperanza di disporre una penalità di mora per ogni violazione o inosservanza successiva, ovvero per ogni ritardo nell'esecuzione del giudicato; nel caso concreto la penalità è stata fissata nella misura degli interessi legali sulla somma dovuta, con decorrenza dall'eventuale inottemperanza ai termini assegnati.
D.M. 55/2014
Utilizzato come parametro per la liquidazione delle spese, facendo riferimento ai compensi previsti per l'esecuzione mobiliare, in ragione della natura essenzialmente esecutiva del giudizio.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, ove l'amministrazione non contesti l'avvenuto adempimento del giudicato e non fornisca giustificazioni sull'inerzia, il giudice può ordinare l'esecuzione del titolo entro un termine determinato e nominare un commissario ad acta per l'eventuale fase sostitutiva.
- La nomina del commissario ad acta può essere disposta già con la sentenza di ottemperanza, prevedendo che l'intervento sostitutivo operi dopo la scadenza del termine assegnato all'amministrazione e previa richiesta della parte vittoriosa.
- La penalità di mora ex art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a. può essere fissata in misura pari agli interessi legali sulla somma dovuta; la sua decorrenza può essere collegata all'eventuale inosservanza del termine assegnato dal giudice per l'esecuzione del giudicato.
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