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Risoluzione

Risoluzione n. 218 del 9/08/2007

Agenzia delle Entrate

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L’Agenzia delle Entrate, sulla base del parere doganale, classifica il prodotto nel codice NC 22029091 e conclude che non rientra nelle voci agevolate della Tabella A del DPR 633/1972; pertanto, alla sua cessione si applica l’aliquota IVA ordinaria del 20% e non quella del 10% proposta dalla società.

Aliquota IVA su yogurt con batteri probiotici vivi

Aliquota IVA applicabile alle cessioni di yogurt con aggiunta di batteri probiotici vivi

La risoluzione affronta un interpello presentato da Alfa Europe BV per chiarire il trattamento IVA delle cessioni di yogurt con aggiunta di batteri probiotici vivi. L’Amministrazione finanziaria esamina il prodotto anche sotto il profilo doganale per stabilire se possa rientrare in un regime IVA agevolato.

Quesito presentato dal contribuente

La società chiede quale sia il corretto trattamento tributario, ai fini IVA, da applicare alle cessioni del prodotto indicato come yogurt con aggiunta di batteri probiotici vivi.

Soluzione proposta dall’istante

La società ritiene che al prodotto sia applicabile l’aliquota IVA del 10 per cento prevista dal n. 11) della Tabella A, Parte Terza, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.

Inquadramento doganale del prodotto

Per rispondere al quesito, l’Agenzia delle Entrate considera indispensabile individuare il corretto inquadramento doganale del prodotto. A tal fine acquisisce il parere dell’Agenzia delle Dogane, basato sui risultati dei test di laboratorio svolti.

Secondo tale parere, lo yogurt con aggiunta di batteri probiotici vivi deve essere:

  • classificato al codice NC 22029091 della vigente Tariffa Doganale;
  • considerato come prodotto non riconducibile ad alcun punto della Tabella A, parte II e parte III, allegata al D.P.R. n. 633 del 1972.

Conseguenze fiscali e aliquota IVA

Sulla base della classificazione doganale indicata, l’Agenzia delle Entrate non condivide la soluzione prospettata dalla società. Ritiene infatti che il prodotto non possa beneficiare dell’aliquota agevolata del 10 per cento invocata dall’istante.

Di conseguenza, la commercializzazione dello yogurt con aggiunta di batteri probiotici vivi è assoggettata all’aliquota IVA ordinaria del 20 per cento.

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