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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38795/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha constatato la violazione del divieto di reformatio in peius da parte della Corte d'appello in sede di rinvio. Applicando l'art. 620, comma 1, lettera l), cod. proc. pen., la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla pena e l'ha rideterminata in anni 1 e mesi 5 di reclusione, senza alcuna multa.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di rinvio della Corte d'appello di Napoli, sostenendo che quest'ultima avesse applicato una reformatio in peius rispetto alla precedente decisione di appello (che aveva inflitto un anno e cinque mesi di reclusione e €3500 di multa). In sede di rinvio la Corte d'appello aveva invece determinato una pena detentiva complessiva superiore (anni 1 e mesi 9) e aveva eliminato la multa, ritenendo reato-base le lesioni e applicando aumenti per continuazione con reati satelliti. La difesa ha lamentato che, essendosi appellato solo l'imputato, il peggioramento della pena viola il divieto di reformatio in peius.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309 del 1990

    Norma sul traffico di sostanze stupefacenti: nel giudizio è stata richiamata come titolo di reato per alcuni capi imputati, contribuendo al calcolo della pena complessiva e degli aumenti per continuazione con altri reati.

  • art. 337 cod. pen.

    Norma sul reato di minaccia: citata come uno dei reati satelliti per la valutazione della continuazione e del complesso sanzionatorio.

  • art. 582 cod. pen.

    Norma sulle lesioni personali: individuata dalla Corte d'appello come reato-base nella determinazione della pena, con conseguente esclusione della multa ritenuta non prevista per il reato-base.

  • art. 620, comma 1, lettera l), cod. proc. pen.

    Norma che consente alla Corte di cassazione di emendare l'errore della Corte di appello in sede di rinvio tramite annullamento senza rinvio limitatamente alla pena; è stato invocato per correggere la reformatio in peius e rideterminare la pena.

Massime di principio

  • Quando si impugna in appello solo la sentenza dell'imputato, il giudice d'appello non può infliggere una pena più grave rispetto a quella già pronunciata nella precedente sentenza di appello (divieto di reformatio in peius).
  • Se in sede di rinvio la Corte d'appello aumenta la pena in assenza di impugnazione del pubblico ministero o di altro motivo che giustifichi il peggioramento, la decisione è annullabile per violazione del divieto di reformatio in peius.
  • La Corte di cassazione, ai sensi dell'art. 620 c.p.p., comma 1, lett. l), può emendare l'errore confrontando le due sentenze di appello e annullare senza rinvio limitatamente alla pena, rideterminandola quando ciò è possibile.
  • Nella determinazione della pena occorre individuare correttamente il reato-base e valutare se pene pecuniarie siano previste per quel reato; il mutamento del reato-base può incidere su ammontare della pena detentiva e sull'applicabilità di sanzioni pecuniarie.
  • In situazioni analoghe il difensore deve tempestivamente far valere la violazione del divieto di reformatio in peius e, se necessario, impugnare in cassazione chiedendo l'annullamento o la rideterminazione della pena.

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