Ordinanza n. 206/2026 - Catanzaro, Sezione 2
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: comunicazione di rigetto dell'istanza relativa alla verifica dei requisiti per la sottoscrizione del modello 209 e il rilascio del permesso di soggiorno per motivi di lavoro
Esito
Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la comunicazione di rigetto adottata dallo Sportello Unico per l'Immigrazione di Catanzaro, chiedendone la sospensione e l'annullamento, nonché la declaratoria del diritto al riesame della propria posizione alla luce della proposta di lavoro formulata da un nuovo datore subentrante. Nella fase cautelare ha rappresentato di avere compiuto gli adempimenti necessari per l'attivazione del contratto di soggiorno, recandosi presso lo Sportello Unico il 20 gennaio 2026, con rinvio a un successivo accesso per l'aggiornamento della documentazione del datore di lavoro, in particolare del DURC. La mancata assunzione da parte del datore originario non sarebbe dipesa da una scelta imputabile al ricorrente, ma dalla volontà del datore, risultata dagli atti collegata al sopravvenire di rilevanti eventi meteorologici riconducibili al cosiddetto ciclone Harry. Il ricorrente ha inoltre evidenziato di avere prontamente reperito una nuova proposta lavorativa.
La decisione
Il TAR ha accolto la domanda cautelare ai sensi dell'art. 55 c.p.a. Riguardo al fumus boni iuris, ha ritenuto dimostrato che il ricorrente aveva eseguito i passaggi procedurali necessari per attivare il contratto di soggiorno e che la mancata assunzione originaria era sorretta, al sommario esame proprio della fase cautelare, da una motivata giustificazione, collegata a sopravvenute cause di forza maggiore non imputabili al ricorrente. Tale valutazione è stata ritenuta rilevante anche perché, pur trattandosi di lavoro stagionale, il ricorrente aveva prontamente ottenuto una nuova proposta di lavoro, imponendo una rinnovata valutazione amministrativa della sua posizione. Il periculum in mora è stato ravvisato nella necessità di mantenere un soggiorno regolare sul territorio nazionale, così da evitare il rischio di espulsione amministrativa. Il giudice ha quindi sospeso l'esecuzione del rigetto e ordinato alla Prefettura di rivalutare senza indugio la posizione del ricorrente alla luce delle indicazioni contenute nella motivazione. Il merito è stato fissato per l'udienza pubblica di gennaio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
fumus boni iuris e periculum in mora
La tutela cautelare è stata concessa perché il giudice ha ravvisato, al sommario esame, sia una plausibile fondatezza delle censure, in ragione della possibile giustificazione della mancata assunzione originaria e della nuova proposta lavorativa, sia un pregiudizio grave connesso al rischio di perdita del soggiorno regolare e di espulsione amministrativa.
Massime di principio
- In sede cautelare, la mancata assunzione di un lavoratore straniero nell'ambito di un rapporto di lavoro stagionale può giustificare una rivalutazione della posizione amministrativa quando risulti collegata a sopravvenute cause di forza maggiore non imputabili al lavoratore e questi abbia tempestivamente reperito un nuovo datore di lavoro.
- La dimostrazione del compimento degli adempimenti necessari per l'attivazione del contratto di soggiorno costituisce elemento rilevante nella valutazione cautelare della legittimità del rigetto adottato in relazione al rilascio del permesso di soggiorno per lavoro.
- Il rischio di espulsione amministrativa derivante dalla necessità di mantenere un soggiorno regolare sul territorio nazionale integra, in linea di principio, il periculum in mora richiesto per la tutela cautelare.
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