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Sentenza

Sentenza n. 5904/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento del provvedimento di revoca del Nulla Osta-istanza -OMISSIS-al lavoro subordinato stagionale, emesso e notificato dalla Prefettura di Napoli in data 24/09/2025, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202506922

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato stagionale, adottata dalla Prefettura di Napoli il 24 settembre 2025

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (lavoratrice straniera)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente aveva ottenuto nel 2023 un nulla osta per lavoro subordinato stagionale, era entrata regolarmente in Italia e aveva chiesto la convocazione per completare la procedura di primo ingresso. Alla convocazione del 13 febbraio 2025 si era presentata soltanto la lavoratrice; lo Sportello Unico aveva quindi comunicato il preavviso di revoca per carenze documentali e mancata presenza del datore di lavoro. Dopo integrazioni documentali trasmesse dal datore di lavoro e dalla lavoratrice, quest’ultima aveva rappresentato che la società originariamente richiedente aveva cessato l’attività presso la struttura alberghiera e che lei era stata assunta, dal 17 aprile 2025, da un’altra società operante nel settore turistico, chiedendo la convocazione per la sottoscrizione del contratto di soggiorno. La Prefettura ha tuttavia revocato il nulla osta il 24 settembre 2025. La ricorrente ha dedotto difetto di istruttoria e di motivazione per mancata valutazione della documentazione integrativa e delle circostanze sopravvenute; violazione degli artt. 21-octies e 21-nonies della l. 241/1990, dell’art. 5, comma 5, del d.lgs. 286/1998 e dell’art. 17-bis della l. 241/1990; inosservanza della prassi di fissare una seconda convocazione e delle circolari ministeriali n. 2570/2006 e n. 3836/2007; mancata traduzione del provvedimento in una lingua conosciuta; ingiustizia manifesta e aggravamento ingiustificato del procedimento.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la revoca. Ha ritenuto decisivo che l’Amministrazione non avesse considerato la circostanza, rappresentata nel procedimento e documentata con comunicazione Unilav e buste paga, che la cittadina straniera, entrata legittimamente in Italia, era stata assunta da un diverso datore di lavoro del medesimo settore prima dell’adozione della revoca. Il decorso del tempo tra il rilascio del nulla osta e la conclusione delle verifiche può determinare sopravvenienze che l’Amministrazione deve valutare, bilanciando la tutela dell’ordine pubblico e della regolare presenza dello straniero con quella di chi è entrato in buona fede in forza di un titolo legittimante; in assenza di prova di mala fede, rileva l’attivazione della lavoratrice per reperire un’altra occupazione. La Prefettura dovrà valutare la possibilità di rilasciare un titolo che consenta la regolare permanenza della lavoratrice, subordinatamente alla sussistenza dei requisiti soggettivi e oggettivi. La decisione non sviluppa autonome statuizioni sulle ulteriori censure, che non risultano esaminate separatamente. Spese compensate per le peculiarità della controversia e la non univocità della giurisprudenza.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    L’amministrazione, quindi, dovrà valutare la possibilità di rilasciare a favore della lavoratrice un titolo di soggiorno che le consenta una regolare permanenza nel territorio dello Stato, in presenza dei requisiti soggettivi e oggettivi in capo alla stessa.

    La posizione della lavoratrice va valutata anche alla luce della possibilità di riconoscerle un titolo di soggiorno che assicuri la permanenza regolare, verificando la sussistenza dei requisiti richiesti.

  • art. 21-octies l. 241/1990

    Il ricorso è fondato e va accolto, per le ragioni già espresse da questo Tar in caso analogo con sentenza n. 4909 del 2025, considerato che l’Amministrazione non ha tenuto conto della rilevante circostanza rappresentata dal fatto che la cittadina straniera, pervenuta legittimamente nel territorio nazionale, è stata assunta nelle more da altro datore di lavoro.

    La mancata considerazione di una circostanza sopravvenuta rilevante per la posizione della destinataria integra un vizio che conduce all’annullamento della revoca.

  • art. 21-nonies l. 241/1990

    In particolare, il lasso di tempo intercorso tra il rilascio del nulla osta ed il momento della sottoscrizione del contratto di soggiorno, ovvero in generale con le attività di verifica dei requisiti che preludono allo stesso, può determinare il verificarsi di sopravvenienze che l’amministrazione deve valutare, al fine di bilanciare l’esigenza di tutela dell’ordine pubblico e la regolare presenza dello straniero nel territorio dello Stato con la pur necessaria tutela del cittadino straniero che in buona fede ed in virtù di un titolo che a tanto lo legittimava, ha fatto ingresso nel territorio dello Stato.

    Nell’esercizio del potere di revoca relativo al nulla osta, l’Amministrazione deve valutare le sopravvenienze maturate nel tempo e bilanciare le esigenze di ordine pubblico e di regolare presenza sul territorio con la tutela dello straniero entrato legittimamente e in buona fede.

Massime di principio

  • Quando il tempo trascorso tra il rilascio del nulla osta al lavoro e la sottoscrizione del contratto di soggiorno, o le verifiche che la precedono, determina sopravvenienze rilevanti, l’Amministrazione è tenuta a valutarle prima di revocare il nulla osta.
  • Nel valutare la revoca del nulla osta al lavoro di uno straniero entrato regolarmente in Italia, l’Amministrazione deve bilanciare le esigenze di tutela dell’ordine pubblico e di regolare presenza sul territorio con la tutela del lavoratore che abbia fatto ingresso in buona fede in forza di un titolo legittimante.
  • In assenza di prova di mala fede, l’assunzione del lavoratore straniero da parte di un diverso datore di lavoro prima della revoca costituisce una circostanza rilevante che l’Amministrazione deve considerare; l’annullamento della revoca impone inoltre di valutare la possibilità di rilasciare un titolo di soggiorno, previa verifica dei requisiti soggettivi e oggettivi.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
IstitutiDifetto di istruttoriaLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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