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Ordinanza

Ordinanza n. 10264/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del diniego dell’istanza di concessione della cittadinanza (K10/-OMISSIS-;

Giustizia amministrativa202409992

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato il diniego della concessione della cittadinanza italiana. Il provvedimento ministeriale risulta fondato, tra l'altro, sull'emersione di un decreto penale di condanna del 6 ottobre 2007 per i reati previsti dagli artt. 651 e 594 c.p. La ricorrente ha contestato tale presupposto, dichiarando di essere incensurata e di non essere a conoscenza del decreto penale, e ha depositato certificati penali dai quali non risultano precedenti né carichi pendenti. Il contrasto tra la motivazione del diniego e la documentazione prodotta ha reso necessario acquisire chiarimenti documentati sulla vicenda penale.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito della domanda di annullamento. Ha disposto un incombente istruttorio a carico del Ministero dell'Interno, onerandolo di fornire documentati chiarimenti sulla condanna penale richiamata nel diniego e di depositare in giudizio anche copia della corrispondente certificazione penale. Il termine per l'espletamento dell'incombente è stato fissato al 20 novembre 2026. La trattazione è stata rinviata all'udienza pubblica del 20 gennaio 2027. È stato inoltre disposto l'oscuramento delle generalità della ricorrente.

Norme richiamate

  • artt. 651 e 594 c.p.

    Sono i reati cui si riferisce il decreto penale di condanna richiamato nella motivazione del diniego; l'ordinanza non ne valuta definitivamente la rilevanza ai fini della cittadinanza.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Costituisce il presupposto indicato per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, insieme all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante l'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando il diniego di concessione della cittadinanza si fonda anche su una vicenda penale contestata dal richiedente e incompatibile con i certificati penali depositati, il giudice può disporre un incombente istruttorio a carico dell'amministrazione per acquisire chiarimenti documentati e la certificazione penale corrispondente, prima di decidere il merito.
  • La decisione sulla legittimità del diniego fondato su precedenti penali richiede la verifica documentale dell'effettiva esistenza e riferibilità della condanna richiamata dall'amministrazione.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaIstruttoria processuale
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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