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Cassazione Civile, Ordinanza n. 16671/2024 del 14/06/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (cessionaria del credito)

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per revocazione ex artt. 391-bis e 395, n. 4, c.p.c. contro un'ordinanza della Corte di cassazione che aveva ritenuto coperta da giudicato la questione relativa alla sussistenza di un valido titolo esecutivo nell'ambito di una procedura esecutiva immobiliare promossa nei suoi confronti. Secondo il ricorrente, la precedente sentenza richiamata come giudicato non avrebbe mai deciso sulla validità del titolo esecutivo, ma solo sulla dedotta falsità/disconoscimento delle copie degli atti prodotti in esecuzione. La resistente ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che la doglianza riguardasse un errore di diritto o di valutazione, e non un vero errore di fatto revocatorio.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la censura non integrasse un errore di fatto revocatorio, perché investiva l'interpretazione e la portata del giudicato esterno, attività che appartiene al piano giuridico e non alla mera percezione materiale degli atti. La Corte ha inoltre richiamato il principio secondo cui il giudicato copre il dedotto e il deducibile e comprende anche i precedenti logici necessari della decisione; in tale prospettiva, la sussistenza di un idoneo titolo esecutivo costituiva antecedente logico necessario rispetto alle questioni già decise sulla validità/disconoscimento delle copie. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al pagamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 391-bis c.p.c.

    Prevede la revocazione delle sentenze della Corte di cassazione per i motivi di cui all'art. 395 c.p.c.; nel caso concreto la doglianza è stata ritenuta estranea all'errore di fatto revocatorio.

  • art. 395, n. 4, c.p.c.

    L'errore revocatorio deve consistere in una falsa percezione materiale e immediata di atti o circostanze decisive; non comprende errori di valutazione o di diritto, né l'erronea interpretazione del giudicato.

  • artt. 12 ss. disp. prel. c.c.

    L'interpretazione del giudicato esterno va condotta come interpretazione della norma giuridica, non come mera ricognizione fattuale.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di rigetto/inammissibilità del ricorso, sussistono i presupposti per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17, L. n. 228 del 2012

    Ha introdotto il meccanismo dell'ulteriore contributo unificato nei casi previsti dall'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002.

Massime di principio

  • L'errore revocatorio ex art. 395, n. 4, c.p.c. richiede una svista materiale e percettiva su fatti risultanti in modo immediato dagli atti; non è configurabile quando la critica riguarda la valutazione giuridica del contenuto degli atti o del giudicato.
  • L'interpretazione del giudicato esterno non è un accertamento di fatto, ma un'operazione giuridica assimilabile all'interpretazione delle norme; pertanto, eventuali errori nella sua individuazione o portata sono censurabili, se del caso, come violazione di legge e non come revocazione per errore di fatto.
  • Il giudicato copre il dedotto e il deducibile, comprensivo dei precedenti logici necessari della decisione: se una questione costituisce antecedente indispensabile di un capo già coperto da giudicato, essa non può essere nuovamente rimessa in discussione.
  • Quando la questione della validità del titolo esecutivo costituisce antecedente logico necessario rispetto a questioni già definitivamente decise sulla produzione e sul disconoscimento delle copie, il relativo esame resta precluso dal giudicato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTitolo esecutivo
RamiProcesso civileEsecuzioni
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiGiudicatoOnere della prova

Testo integrale

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