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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 25247/2024 del 26/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva annullato il decreto di convalida del sequestro probatorio del coltello multiuso Latherman (per omesso avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore ai sensi dell'art. 114 disp. att. cod. proc. pen.), chiedendo la restituzione dell'oggetto. Mariani sostiene che il coltello è di libera vendita, usato per lavoro e non "intrinsecamente criminoso", quindi non soggetto a confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 240, comma 2, cod. pen.; deduce violazioni di varî articoli (tra cui artt. 324 comma 7, 125 cod. proc. pen., 240 cod. pen., art. 4 legge n. 110/1975, art. 6 legge n. 152/1975).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il divieto di restituzione di cui all'art. 324, comma 7, cod. proc. pen. si applica anche in caso di annullamento del sequestro probatorio dal tribunale del riesame, purché la cosa sia soggetta a confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 240, comma 2, cod. pen. Ha richiamato l'applicazione combinata di art. 240, comma 2, cod. pen., art. 4 legge 110/1975 e art. 6 legge 152/1975, che rendono obbligatoria la confisca degli oggetti atti ad offendere (quali armi e altri oggetti atti ad offendere). Di conseguenza il Tribunale ha correttamente non disposto la restituzione del coltello nonostante l'annullamento del decreto di convalida per vizi procedurali. La Corte ha inoltre ritenuto inammissibili o infondati i rilievi che attengono al merito/motivazione del sequestro, richiamando i limiti del sindacato in Cassazione (art. 325 e art. 606 cod. proc. pen.). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 324, comma 7, cod. proc. pen.

    Il divieto di restituzione previsto dall'art. 324, comma 7, cod. proc. pen. opera, oltre che con riguardo al sequestro preventivo, anche in caso di annullamento del decreto di sequestro probatorio

    La Corte conferma che la norma impedisce la restituzione quando la cosa è soggetta a confisca obbligatoria, anche se il decreto di sequestro probatorio è annullato dal tribunale del riesame

  • art. 240, comma secondo, cod. pen.

    Individua le ipotesi di confisca obbligatoria; la sua applicazione ai beni atti ad offendere è centrale per il divieto di restituzione

  • legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 4

    con la condanna deve essere disposta la confisca delle armi e degli altri oggetti a offendere

    Stabilisce la confisca obbligatoria degli oggetti atti ad offendere in relazione alle condanne; la Corte la ricollega ad art. 240 c.p. per escludere la restituzione

  • legge 22 maggio 1975, n. 152, art. 6

    Il disposto del primo capoverso dell'articolo 240 del codice penale si applica a tutti i reati concernenti le armi, ogni altro oggetto atto ad offendere, nonché le munizioni e gli esplosivi

    Richiama espressamente l'art. 240 c.p. per i reati relativi alle armi e altri oggetti atti ad offendere, confermando l'ambito di applicazione della confisca obbligatoria

  • art. 114 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma sul diritto dell'indagato all'avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore; la sua omissione ha portato all'annullamento del decreto di convalida del sequestro

  • Sez. U, n. 40847 del 30/05/2019 (Bellucci)

    principio richiamato dalla Corte che estende l'operatività del divieto di restituzione anche al caso di annullamento del decreto di sequestro probatorio

    Giurisprudenza dominante che ha già stabilito l'applicabilità di art. 324, comma 7, ai sequestri probatori annullati

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione ai provvedimenti precautelari alle sole ipotesi di violazione di legge; la Corte ricorda che il sindacato in Cassazione deve rimanere entro tali limiti

  • art. 606 cod. proc. pen., lett. e)

    Indica i motivi di ricorso per cassazione (tra cui la manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione) e delimita i rimedi esperibili rispetto a censure meramente logiche

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese

Massime di principio

  • L'annullamento del decreto di convalida del sequestro probatorio per vizi procedurali non obbliga automaticamente alla restituzione dell'oggetto quando quest'ultimo è soggetto a confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 240 c.p. e delle norme speciali (es. legge 110/1975, legge 152/1975).
  • Il coltello o altri oggetti 'atti ad offendere' possono essere sottoposti a confisca obbligatoria anche se di libera vendita o usati per lavoro, quando ricorre la disciplina prevista per le armi e gli oggetti atti ad offendere.
  • Per ottenere la restituzione occorre dimostrare l'assenza di applicabilità delle norme sulla confisca obbligatoria (art. 240 c.p. e richiamate), oppure proporre impugnazioni fondate su specifiche violazioni di legge ammissibili in Cassazione.
  • In Cassazione il sindacato sui provvedimenti cautelari è circoscritto alle ipotesi di violazione di legge (art. 325 c.p.p.); questioni di merito o censure di logica/valutazione della motivazione attengono, salvo specifici motivi di cui all'art. 606, alla sede di merito o al giudice della cautela.
  • La giurisprudenza delle Sezioni Unite ha stabilito che il divieto di restituzione di cui all'art. 324, comma 7 si estende anche ai sequestri probatori annullati: pertanto, verificare sempre l'applicabilità della confisca obbligatoria prima di chiedere la restituzione.

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