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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28104/2024 del 12/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per il reato di cui all'art. 624-bis, comma secondo, c.p.; unico motivo di ricorso volto a censurare la decisione sotto vari profili richiamando la disciplina dell'art. 598-bis c.p.p. (decisioni in camera di consiglio senza partecipazione delle parti), con l'argomento che sarebbero state violate le disposizioni di tale norma.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato perché tutte le censure invocano l'art. 598-bis c.p.p., norma che al momento dell'impugnazione non era ancora entrata in vigore. La Corte ha quindi respinto il ricorso, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. Nella motivazione la Corte ha inoltre ricostruito la vicenda processuale relativa alle notificazioni e al cambio di difensore, precisando che la nomina di nuovo difensore di fiducia successiva non richiedeva la nuova notifica dell'avviso di fissazione udienza.

Norme richiamate

  • art. 624-bis cod. pen.

    Norma sostanziale che indica il reato per cui l'imputato è stato condannato e la cui conferma è oggetto dell'impugnazione.

  • art. 598-bis cod. proc. pen.

    Norma processuale che disciplina le decisioni in camera di consiglio senza partecipazione delle parti; il ricorso invocava questa disciplina, ma la Corte ha constatato che la norma non era ancora in vigore al momento dell'impugnazione, per cui le censure fondate su tale articolo sono inapplicabili.

  • art. 34-bis, comma 1, lett. c) d.lgs. n. 150 del 2022

    Ha introdotto l'art. 598-bis c.p.p.; richiamata per spiegare l'origine della nuova disciplina processuale.

  • art. 23-bis decreto-legge 28/10/2020, n. 137 (norme "emergenziali")

    Rito emergenziale in vigore precedentemente, che l'art. 598-bis era destinata a sostituire; la Corte ricorda l'esistenza di tale regime transitorio.

  • art. 23, comma 8, legge n. 176 del 2020

    Norma richiamata per la trattazione del ricorso nelle forme senza intervento delle parti (procedura adottata nel presente procedimento).

  • d.l. n. 75 del 23/06/2023 conv. L. 112/2023 e d.l. 30/12/2023, n. 215 (art. 11, comma 7)

    Provvedimenti che hanno più volte rinviato l'entrata in vigore dell'art. 598-bis; in particolare il decreto-legge n. 215/2023 ha prorogato al 30/06/2024 il termine per l'entrata in vigore delle nuove norme sulle impugnazioni, motivo per cui l'art. 598-bis non era ancora applicabile.

Massime di principio

  • Se un ricorso si fonda su una norma processuale non ancora entrata in vigore, le censure basate su quella norma possono essere dichiarate inammissibili o manifestamente infondate.
  • La disciplina processuale applicabile è quella vigente al momento in cui l'impugnazione è proposta; eventuali rinvii legislativi dell'entrata in vigore determinano l'inapplicabilità delle nuove regole fino alla data effettiva di efficacia.
  • La trattazione del ricorso senza intervento delle parti può essere disposta in base alle norme transitorie vigenti (es. art. 23, comma 8, legge n. 176/2020); la legittimità di tale modalità va valutata rispetto alla normativa operativa al momento del processo.
  • Il cambio di difensore in corso di procedimento non impone, in generale, la ripetizione automatica di tutte le notifiche già effettuate; occorre verificare la specifica normativa sulle notifiche e i termini procedurali.
  • Quando si impugna una decisione, è essenziale verificare non solo il diritto sostanziale ma anche la normativa processuale temporaneamente vigente per evitare motivi di ricorso basati su disposizioni non operative.

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