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Sentenza

Sentenza n. 1909/2026 - Catanzaro, Sezione 2

Giustizia amministrativa202601244

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza di demolizione e riduzione in pristino dell’8 giugno 2026, notificata il 15 giugno 2026, relativa alla copertura di una veranda su muratura, ritenuta realizzata senza permesso di costruire e in violazione delle distanze dalla Strada Provinciale 241

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (rappresentante legale)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza deducendo, con il primo motivo, la violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, perché era stato individuato come proprietario dell’immobile pur essendo proprietaria la società a responsabilità limitata di cui è amministratore unico. Ha prodotto l’atto pubblico di compravendita del 28 luglio 2023, registrato e trascritto l’11 agosto 2023, con cui la società aveva acquistato i beni. Ha inoltre contestato che potesse essergli attribuita la responsabilità materiale dell’abuso, in assenza di elementi che dimostrassero la sua concreta realizzazione. Il ricorso era articolato in quattro motivi, ma il testo illustra nel merito il primo; gli altri motivi riguardavano ulteriori censure non specificate e sono stati assorbiti.

La decisione

Il TAR ha accolto il primo motivo: ai sensi dell’art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001, il proprietario destinatario dell’ingiunzione è il titolare del diritto di proprietà, mentre il responsabile dell’abuso è chi lo ha effettivamente e concretamente realizzato. La società, soggetto giuridico distinto dal suo amministratore, risultava proprietaria in base all’atto trascritto; il ricorrente non poteva quindi essere destinatario dell’ordinanza in qualità di proprietario. Né vi erano elementi sufficienti per qualificarlo come responsabile materiale dell’abuso: la presentazione di pratiche edilizie, anche da parte del legale rappresentante, non prova di per sé né la proprietà dell’opera né la concreta realizzazione dell’abuso, e la pratica indicava che egli agiva come amministratore unico della società. Il TAR ha rilevato inoltre il pregiudizio derivante dall’imporre a un soggetto non titolare l’obbligo di demolire beni altrui, con il rischio di sanzioni in caso di inottemperanza. Gli altri motivi sono stati assorbiti. L’ordinanza è stata annullata, ferma la possibilità per il Comune di rieditare il potere. Spese a carico del Comune, liquidate in € 2.000,00 oltre oneri e spese di legge.

Norme richiamate

  • art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001

    Quando l’art. 31, comma 2, D.P.R. n. 380/2001 richiede che la demolizione vada ingiunta “al proprietario e al responsabile dell’abuso”, ciò significa che: a) il proprietario dell’immobile è quello che risulta titolare del diritto di proprietà su di esso; b) il responsabile dell’abuso è il soggetto che risulta aver effettivamente e concretamente realizzato l’abuso.

    L’ingiunzione di demolizione deve essere indirizzata al titolare effettivo della proprietà e al soggetto che abbia concretamente realizzato l’abuso. La qualità di rappresentante legale della società proprietaria non rende l’amministratore personalmente proprietario dell’immobile né, senza prova ulteriore, responsabile dell’abuso.

Massime di principio

  • Ai fini dell’art. 31, comma 2, d.P.R. 380/2001, il proprietario destinatario dell’ordine di demolizione è il soggetto titolare del diritto di proprietà sul bene; il responsabile dell’abuso è invece colui che lo ha effettivamente e concretamente realizzato.
  • La personalità giuridica della società comporta che la proprietà dei suoi beni resta distinta da quella del suo rappresentante legale: l’amministratore non può essere destinatario dell’ordine di demolizione in qualità di proprietario per il solo fatto di rappresentare la società.
  • La presentazione di pratiche edilizie da parte del legale rappresentante di una società non dimostra, da sola, che egli sia proprietario delle opere o responsabile materiale dell’abuso. L’imputazione personale dell’abuso richiede elementi concreti che attestino la sua effettiva realizzazione.
  • L’amministrazione deve verificare la titolarità del bene e la concreta riferibilità dell’abuso al destinatario dell’ordine; la trascrizione dell’atto di acquisto e gli atti della pratica edilizia possono rivelare che il proprietario è una società distinta dal suo rappresentante.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoria

Testo integrale

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