Cassazione Penale, Sentenza n. 934/2023 del 13/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugnava la sentenza che, in rito abbreviato, l'aveva dichiarata responsabile del reato di omicidio colposo stradale (fatto dell'11.1.2018). Denunciava vizi di motivazione e falsa applicazione dell'art. 589-bis cod. pen., sostenendo il travisamento della consulenza cinematica disposta dal PM, la quale sarebbe stata inconcludente e non avrebbe fornito una "chiara e precisa" ricostruzione dell'incidente; contestava inoltre che in atti fosse stata acquisita una consulenza della persona offesa (asserita inesistente). Chiedeva che, per mancanza della prova oltre ogni ragionevole dubbio, venisse pronunciata sentenza di proscioglimento ai sensi dell'art. 530 c.p.p. anziché la condanna ex art. 533 c.p.p.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto la motivazione delle corti di merito priva di vizi logici o errori di diritto, confermando la ricostruzione del sinistro che attribuiva all'imputata l'invasione della corsia opposta e la conseguente collisione fatale, sulla base dei rilievi della polizia, dei danni ai veicoli e della consulenza cinematica disposta dal PM che, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa, aveva concluso per la sicura invasione di corsia da parte dell'Audi. La Corte ha inoltre osservato che era depositata in atti la consulenza tecnica dell'ing. Mazzoncini per gli eredi Corriolu che confermava la stessa dinamica. Per questi motivi la condanna per omicidio colposo stradale è stata confermata e la ricorrente condannata al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 589-bis cod. pen.
Norma che disciplina l'omicidio colposo stradale; applicata per ritenere l'imputata responsabile della morte cagionata dalla violazione della normativa stradale (invasione di corsia e conseguente scontro). La Corte ha ritenuto dimostrata la colpa causale in base agli elementi probatori raccolti.
art. 533 cod. proc. pen.
Dispositivo relativo alla pronuncia di condanna nel rito abbreviato. La Corte ha ritenuto sussistenti i presupposti per confermare la condanna nel rito abbreviato, opponendo l'istanza difensiva di applicazione dell'art. 530 c.p.p.
art. 530 cod. proc. pen.
Dispositivo relativo al proscioglimento quando manca la prova oltre ogni ragionevole dubbio. La difesa aveva chiesto l'applicazione di tale articolo, ma la Corte ha ritenuto che la prova fornita dagli elementi acquisiti fosse sufficiente per la condanna.
art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.
Norma procedurale richiamata dalla difesa nella formulazione dei motivi di ricorso. Nel testo del provvedimento è citata come riferimento formale per la esposizione dei motivi; la Corte ha esaminato le censure e le ha ritenute infondate.
Massime di principio
- In casi di sinistri mortali la combinazione di rilievi di polizia effettuati in prossimità dell'evento, l'analisi dei danni ai veicoli e le consulenze cinematiche/tecniche hanno un valore probatorio significativo e possono giustificare una condanna se la ricostruzione è coerente e motivata.
- Una consulenza che, pur contenendo incertezze su fasi preliminari, conclude con ragionevole certezza sulla dinamica essenziale (es. invasione di corsia) può essere sufficiente per fondare la responsabilità penale.
- La Corte di legittimità non annulla la decisione di merito se la motivazione è congrua e priva di vizi logico-giuridici: il sindacato del giudice di legittimità è limitato a vizi di diritto o a palesi illogicità, non ad una rivalutazione ex novo della prova.
- La semplice affermazione della difesa circa l'assenza di una determinata consulenza in atti va verificata: l'esistenza e il contenuto delle perizie tecniche sono elementi decisivi e la loro effettiva acquisizione può prevalere sulla contestazione formale.
- Nel rito abbreviato la pronuncia di responsabilità è compatibile con il rispetto del canone del "oltre ogni ragionevole dubbio" se il giudice, anche in forma sintetica, espone adeguatamente le ragioni per cui ritiene raggiunta la prova.
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