Cassazione Penale, Sentenza n. 31020/2023 del 18/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Oristano che aveva annullato la convalida del sequestro probatorio di circa 11.000 piante di canapa, sostenendo che sussistesse il fumus del reato di cui all'art. 73 T.U. stupefacenti e che le piante fossero destinate a fini illeciti nonostante i contratti con la societa' Demetra s.r.l.; inoltre censura in relazione alla sussistenza della confisca obbligatoria ai sensi dell'art. 240 c.p. e ai relativi limiti di tenore di THC.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del P.M. inammissibile: i motivi proposti costituiscono in massima parte censure della motivazione e della valutazione di fatto (errore in iudicando) e non deducono una specifica violazione di legge. In sostanza il Tribunale del riesame aveva ritenuto, sulla base degli atti e delle analisi (tenore medio di THC 0,36%), che i due indagati avessero svolto mera attivita' di coltivazione e consegna conformemente ai contratti e alle prescrizioni della L. 242/2016, e che non emergesse il fumus per la responsabilita' penale dei coltivatori. La Cassazione ha inoltre richiamato che l'art. 4, comma 7, L. 242/2016 esclude il sequestro/distruzione per coltivazioni con contenuto di THC non superiore allo 0,6% e che quindi l'ordinanza di riesame non e' viziata nella motivazione.
Norme richiamate
D.P.R. 309/1990 (T.U. stupefacenti), art. 73
Norma che punisce la coltivazione e la detenzione di sostanze stupefacenti. Nel caso il Tribunale del riesame ha valutato l'insussistenza del fumus per i due coltivatori alla luce delle circostanze contrattuali e tecniche emerse.
Legge 242/2016 (I. 242/2016), art. 2
Definisce i limiti e le finalita' della coltivazione della canapa (usi ammessi: fibre e altri usi industriali) e costituisce parametro per valutare la liceita' della coltivazione; il riesame ha ritenuto che l'attivita' dei coltivatori rientrasse nelle finalita' previste.
Legge 242/2016 (I. 242/2016), art. 4, comma 7
"Il sequestro o la distruzione delle coltivazioni di canapa impiantate nel rispetto delle disposizioni stabilite dalla presente legge possono essere disposti dall'autorità giudiziaria solo qualora, a seguito di un accertamento effettuato secondo il metodo di cui al comma 3, risulti che il contenuto di THC nella coltivazione è superiore allo 0,6 per cento. Nel caso di cui al presente comma è esclusa la responsabilità dell'agricoltore"
La Corte ha richiamato questa disposizione per escludere la possibilita' di sequestro/distruzione delle coltivazioni quando il THC non superi lo 0,6%, con esclusione di responsabilita' per il coltivatore; tale principio ha sostenuto la decisione del riesame.
Codice penale, art. 240 (confisca)
La Procura sosteneva la configurabilita' della confisca obbligatoria; il riesame e la Cassazione hanno ritenuto che, dati i limiti di THC e la qualita' dell'attività svolta, non fosse configurabile l'automatica confisca contro i coltivatori.
Codice di procedura penale, art. 324, comma 7
Norma che consente misure sul sequestro e sulla conservazione delle cose pertinenti al reato; la Cassazione ha ritenuto la censura della Procura infondata proprio perche' la L. 242/2016 esclude il sequestro in presenza di THC <=0,6%.
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. e
Limite di ammissibilita' del ricorso per cassazione: non sono ammessi motivi che consistono in semplice vizio di motivazione o rivalutazione dei fatti; la Corte ha applicato questo principio per dichiarare inammissibile il ricorso del P.M.
D.L. 137/2020, art. 23, comma 8
Richiamato per l'ambito di trattazione del ricorso (procedura di trattazione d'urgenza/semplificata); non incide sul merito sostanziale della decisione.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro preventivo o probatorio è ammissibile prevalentemente per violazione di legge; censure che implichino una rivalutazione dei fatti o della motivazione sono normalmente inammissibili.
- Per le coltivazioni di canapa disciplinate dalla L. 242/2016 il sequestro e la distruzione sono esclusi se, a seguito di accertamento, il contenuto di THC non supera lo 0,6%: tale soglia può escludere la responsabilità del coltivatore locale che abbia operato nei termini della legge.
- La sussistenza del "fumus" del reato di cui all'art. 73 DPR 309/1990 va valutata con riferimento al ruolo concreto del soggetto (es. mera coltivazione e consegna senza trasformazione) e alle prove che colleghino il coltivatore alla destinazione illecita delle piante; la presenza di un acquirente che commercializza prodotti derivati non è, di per sé, sufficiente senza elementi che colleghino il coltivatore alla lavorazione o alla distribuzione illecita.
- Esistono soglie diverse con finalita' distinte: lo 0,2% THC rileva per taluni requisiti (es. varietà iscritte e talune agevolazioni), lo 0,6% è rilevante ai fini dell'esclusione di sequestro/distruzione ai sensi della L. 242/2016; è necessario specificare quale parametro si invoca e per quale effetto giuridico.
- I contratti che formalmente legittimano la coltivazione possono essere scrutinati se vi sono elementi concreti che dimostrino la loro funzione simulativa; tuttavia tale deduzione richiede indizi specifici e non può essere affermata solo sulla base della presenza di un sito e di prodotti in vendita.
- In impugnazioni relative a sequestri è strategico formulare motivi che evidenzino violazioni di legge o vizii così gravi della motivazione da farne mancare i requisiti minimi, evitando di puntare esclusivamente su una diversa valutazione probatoria.
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