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Ordinanza

Ordinanza n. 2795/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, “del provvedimento di rifiuto per l’ingresso in Italia del Ricorrente -OMISSIS-, emesso dalla Questura di Treviso e comunicato al Consolato Generale d’Italia in Nigeria –Lagos, che adottava il diniego n. 185 del 20.06.2025”.

Giustizia amministrativa202510144

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego del visto di reingresso in Italia, adottato dalla Questura di Treviso e comunicato al Consolato Generale d’Italia in Nigeria

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il rifiuto dell’ingresso in Italia, chiedendone l’annullamento previa sospensione cautelare. Ha dedotto l’illegittimità del diniego, evidenziando di essere titolare dal 2011 di un permesso di soggiorno di lungo periodo e di avere inoltre ottenuto la concessione della cittadinanza italiana. Il giudice ha rilevato, in sede cautelare, che il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo costituisce un titolo permanente, suscettibile di venir meno per revoca nei casi previsti dall’art. 9, comma 7, del d.lgs. 286/1998, tra cui l’assenza dal territorio dell’Unione per dodici mesi consecutivi. Nel caso concreto non risultava tuttavia adottato alcun provvedimento di revoca.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza cautelare non mediante la sospensione immediata del diniego, ma ai fini del riesame motivato e complessivo della posizione del ricorrente. Ha ordinato al Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e al Ministero dell’Interno – Questura di Treviso di procedere al riesame entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza. Il fumus è stato ravvisato nel fatto che il permesso di soggiorno di lungo periodo, in assenza di revoca, conserva la propria efficacia e legittima il titolare a richiedere un visto di reingresso; la revoca, inoltre, dovrebbe essere accompagnata dal rilascio di un diverso titolo di soggiorno ai sensi dell’art. 9, comma 9, del d.lgs. 286/1998. È stata altresì considerata la dedotta concessione della cittadinanza italiana. La causa è stata rinviata alla camera di consiglio del 3 novembre 2026; spese al definitivo.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 7, d.lgs. 286/1998

    Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo è un titolo permanente, che può cessare per revoca nei casi previsti dalla disposizione, incluso il caso di assenza dal territorio dell’Unione per dodici mesi consecutivi.

  • art. 9, comma 9, d.lgs. 286/1998

    La revoca del permesso di soggiorno di lungo periodo deve essere accompagnata dal rilascio di un permesso di soggiorno di altro tipo.

  • art. 55 c.p.a.

    Costituisce la base processuale della domanda cautelare incidentale; il giudice ha adottato una misura cautelare ordinando il riesame della posizione entro un termine determinato.

Massime di principio

  • Il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo ha natura permanente e non può essere considerato cessato per il solo decorso del tempo o per l’assenza del titolare, in mancanza dell’adozione di uno specifico provvedimento di revoca nei casi previsti dalla legge.
  • L’assenza dal territorio dell’Unione per dodici mesi consecutivi può costituire presupposto per la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ma non determina automaticamente l’estinzione del titolo in assenza del relativo provvedimento amministrativo.
  • Il titolare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non revocato è legittimato a richiedere un visto di reingresso; il diniego non può fondarsi sulla mera considerazione dell’assenza dal territorio dell’Unione senza previa revoca del titolo.
  • In sede cautelare, il giudice amministrativo può ordinare il riesame motivato e complessivo della posizione dell’interessato, fissando all’amministrazione un termine per provvedere, quando emergano elementi idonei a mettere in dubbio la legittimità del diniego impugnato.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareEfficacia ed esecutorietàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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