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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3049/2025 del 27/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello del 13/02/2024: 1) denunciando la nullità della notifica della citazione a giudizio per l'udienza di appello, per essere stata effettuata presso i rispettivi difensori anzichì che presso i domicili dichiarati (violazione dell'art.157 cod. proc. pen., comma 8-bis), con eccezione tempestivamente sollevata in sede di conclusioni scritte; 2) contestando la rideterminazione della pena per il reato di ricettazione come non congrua e non motivata, soprattutto dopo la declaratoria di estinzione per prescrizione del reato più grave (violazione degli artt.133 e 133-bis cod. pen., principi costituzionali e convenzionali invocati).

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il primo motivo ritenendo sussistente la nullità delle notificazioni delle citazioni a giudizio per l'appello, effettuate presso i difensori anziché presso i domicili dichiarati, e ha rilevato l'assenza di elementi idonei a sanare tale nullità, atteso che il vizio era stato dedotto con le conclusioni scritte. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Reggio Calabria per nuovo giudizio di appello. L'accoglimento del primo motivo ha assorbito il secondo motivo, che non è stato esaminato nel merito.

Norme richiamate

  • art. 157 cod. proc. pen.

    La citazione a giudizio deve essere notificata al domicilio dichiarato o eletto; la notifica presso il difensore di fiducia, ai sensi del comma 8-bis, quando sostituisce la notifica al domicilio dichiarato, integra una nullità di ordine generale a regime intermedio salvo circostanze oggettive che dimostrino la sanatoria. Nel caso esaminato la Corte ha ritenuto la notifica al difensore invalida rispetto alle dichiarazioni di domicilio risultanti in atti.

  • art. 157, comma 8-bis cod. proc. pen.

    La previsione di notifica al difensore è interpretata in modo restrittivo: l'uso di tale canale al posto del domicilio dichiarato produce nullità rilevante se non sussistono fatti obiettivi che giustifichino la sanatoria; il giudice deve verificare le dichiarazioni di domicilio presenti negli atti.

  • art. 606, comma 1, lett. B) ed E) cod. proc. pen.

    Gli articoli sono stati richiamati come parametri di deduzione dei motivi di cassazione per violazione di legge e per vizio motivazionale; la Corte ha ritenuto fondata l'eccezione relativa alla notifica (procedura) riconoscendo la possibilità di sindacato pieno sul punto.

  • art. 133 e 133-bis cod. pen.

    Norme sul trattamento della pena e sulle circostanze che influiscono sulla determinazione della pena. Erano invocate dai ricorrenti per contestare la congruità della pena ricalcolata dopo la declaratoria di prescrizione, ma la Cassazione non ha esaminato il merito in presenza del vizio procedurale annullato.

  • art. 13 Cost.

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla tutela della libertà personale e alla legittimità delle misure punitive; la Corte non ha pronunciato in merito in ragione dell'annullamento per vizio procedurale.

  • art. 27 Cost.

    Invocato in relazione ai principi di responsabilità penale e proporzionalità della pena; non valutato nel merito a causa dell'assorbimento del motivo procedurale che ha determinato l'annullamento.

  • art. 49 e 52 Convenzione europea dei diritti dell'uomo

    Richiamati dai ricorrenti in supporto delle doglianze sulla proporzionalità e adeguatezza della sanzione; la Cassazione non si è pronunciata sul loro merito perché ha fatto luogo ad annullamento per nullità processuale.

  • Sez. U, n.58120 del 22/06/2017 (Tuppi)

    Giurisprudenza di legittimità richiamata come principio consolidato: la notifica della citazione a giudizio mediante consegna al difensore invece che al domicilio dichiarato o eletto genera una nullità di regime intermedio e non è automaticamente sanata dalla mera assenza di prove di conoscenza dell'atto da parte dell'imputato; il giudice deve valutare fatti obiettivi per escludere la nullità.

Massime di principio

  • La notifica della citazione a giudizio deve rispettare il domicilio dichiarato o eletto dall'imputato; la notifica al difensore non è equivalente salvo che vi siano elementi oggettivi che consentano di ritenere sanata la nullità.
  • Se la difesa solleva tempestivamente la nullità di notifica, il giudice d'appello deve verificare gli atti alla ricerca delle dichiarazioni di domicilio e delle eventuali circostanze che potrebbero sanare la nullità; l'omessa verifica comporta l'annullamento per vizio procedurale.
  • Una nullità di ordine generale a regime intermedio non è automaticamente sanata dalla mancata allegazione di impedimenti alla conoscenza dell'atto; servono elementi processuali concreti che dimostrino l'effettiva conoscenza o l'esercizio effettivo dei diritti di difesa.
  • Quando la Corte di legittimità annulla per vizio procedurale grave, i motivi sostanziali (ad es. la congruità della pena) possono rimanere inesaminati e vengono assorbiti, con rinvio per un nuovo giudizio di merito.
  • In ipotesi di ricalcolo della pena dopo declaratoria di estinzione per prescrizione di parte del fatto, il giudice deve motivare chiaramente la rideterminazione e rispettare i principi di proporzionalità e adeguatezza, pena censure per difetto motivazionale qualora il vizio processuale non abbia reso il riesame inutile.

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