Sentenza n. 277/2026 - Parma, Sezione 1
per l'annullamento del provvedimento della Prefettura di Parma Area IV prot. -OMISSIS- del 18/10/2022 che rigetta il ricorso gerarchico proposto dal ricorrente avverso il provvedimento del Questore di Parma Cat. A 12/2021 Imm. - mtt n. -OMISSIS- del 29/4/2021 notificato il 28/6/2022 con cui veniva rigettata l’istanza di rilascio di permesso di soggiorno presentata in data 25/01/2021 tramite Poste Italiane con Kit. nr. -OMISSIS-.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego del Questore di Parma del permesso di soggiorno e provvedimento prefettizio di rigetto del ricorso gerarchico
Esito
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il provvedimento della Prefettura di Parma che aveva respinto il ricorso gerarchico proposto contro il diniego del Questore relativo all’istanza di rilascio del permesso di soggiorno presentata il 25 gennaio 2021. Nel corso del giudizio ha dichiarato di avere ottenuto, in data 11 maggio 2026, il permesso di soggiorno con validità sino al 7 agosto 2029, ritenendo così integralmente soddisfatto l’interesse sostanziale azionato e chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il rilascio sopravvenuto del permesso di soggiorno avesse integralmente soddisfatto la pretesa sostanziale del ricorrente e reso inutile la prosecuzione del giudizio. Il Collegio ha distinto tale esito dalla sopravvenuta carenza di interesse: la cessazione della materia del contendere presuppone la piena soddisfazione della pretesa, mentre la carenza di interesse ricorre quando l’eventuale accoglimento non procurerebbe più alcuna utilità. Le spese di lite sono state compensate per giuste ragioni.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
La cessazione della materia del contendere ... è caratterizzata dalla piena ed integrale soddisfazione delle pretese azionate da parte ricorrente.
La cessazione della materia del contendere è dichiarata quando, anche per effetto di successive determinazioni amministrative, il ricorrente abbia conseguito integralmente il bene della vita richiesto, con oggettivo venir meno della lite.
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
eventuale accoglimento del ricorso non produrrebbe più alcuna utilità al ricorrente
La sopravvenuta carenza di interesse ricorre quando viene meno l’utilità concreta dell’eventuale decisione favorevole, senza che ciò implichi necessariamente l’integrale soddisfazione della pretesa.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. presuppone la piena e integrale soddisfazione della pretesa sostanziale azionata, anche attraverso un provvedimento amministrativo sopravvenuto, tale da rendere oggettivamente inutile la prosecuzione del giudizio.
- La cessazione della materia del contendere si distingue dalla sopravvenuta carenza di interesse: la prima deriva dal conseguimento integrale del bene della vita richiesto, mentre la seconda ricorre quando l’eventuale accoglimento del ricorso non procurerebbe più alcuna utilità concreta al ricorrente.
Come è indicizzato
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