Sentenza del 11/09/2018 n. 5873 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
TASI - Immobili classificati nelle categorie catastali B/5 e C/2 - Esenzione per immobili adibiti a scuola materna paritaria - Compete
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeÈ stata riconosciuta l'esenzione dalla TASI per gli immobili utilizzati come scuola materna paritaria, purché l'ente dimostri concretamente lo svolgimento dell'attività con modalità non commerciali. La corresponsione di una retta non esclude automaticamente l'esenzione, se la documentazione contabile dimostra che essa non consente nemmeno la copertura delle spese per il personale educativo.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguardava il diritto all'esenzione dalla TASI prevista dall'art. 7, comma 1, lettera i), del d.lgs. 504/1992 per gli immobili utilizzati per attività didattiche. In particolare, si doveva stabilire se una scuola materna paritaria potesse essere considerata non commerciale nonostante la richiesta di una retta agli utenti. La natura non commerciale è stata ritenuta compatibile con il pagamento della retta quando, sulla base dei bilanci dell'ente, gli importi riscossi non sono sufficienti neppure a coprire i costi del personale educativo.
Norme richiamate
Art. 7, comma 1, lettera i), del d.lgs. 504/1992
Esenzione dall'imposta per gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'art. 87, comma 1, lettera c), del TUIR, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive.
L'esenzione si applica agli immobili destinati ad attività didattiche svolte con modalità non commerciali. La richiesta di una retta non impedisce di per sé l'esenzione, quando le entrate non sono idonee a coprire nemmeno i costi del personale educativo e la natura non commerciale risulta dai bilanci e dalla concreta gestione dell'attività.
Massime di principio
- Per ottenere l'esenzione relativa agli immobili utilizzati per attività didattiche, non è sufficiente dimostrare la destinazione scolastica dell'immobile: occorre provare anche che l'attività sia svolta concretamente con modalità non commerciali.
- La riscossione di rette o contributi dagli utenti non comporta automaticamente la natura commerciale dell'attività. È necessario valutare l'insieme delle circostanze economiche e gestionali, inclusa la capacità delle entrate di coprire i costi.
- Bilanci, rendiconti e documentazione contabile sono essenziali per dimostrare che le rette hanno funzione meramente contributiva e non generano un'attività orientata al profitto.
- In situazioni analoghe, l'esenzione può essere riconosciuta se l'ente dimostra sia l'effettivo utilizzo dell'immobile per l'attività agevolata sia il carattere non commerciale della gestione.
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