Cassazione Penale, Sentenza n. 51188/2023 del 21/12/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 15/09/2022 che aveva confermato la condanna per furto aggravato (per la circostanza della "destrezza") e per ricettazione. Il ricorrente denunciava violazione dell'art. 625, comma 1, n. 4 c.p. e vizio di motivazione per travisamento della prova (soprattutto con riferimento alle dichiarazioni del teste Gavinelli). Con memoria il difensore ha altresì prospettato l'improcedibilità del reato di furto per difetto della querela, alla luce delle modifiche legislative intervenute (d.lgs. n.150/2022 e successive modificazioni).
La decisione
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al reato di furto (capo 1) perché, a seguito del d.lgs. n.150/2022, il furto è divenuto procedibile a querela e la persona offesa non ha proposto querela entro il termine previsto dall'art.85, comma 1 d.lgs.150/2022 (come modificato dall'art.5-bis d.l. n.162/2022, convertito nella legge n.199/2022), con conseguente improcedibilità dell'azione penale per quel reato. La sentenza è stata invece annullata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Milano per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio relativo al residuo reato di ricettazione.
Norme richiamate
art. 625, comma 1, n. 4 c.p.
Norma richiamata nel motivo di ricorso in relazione alla circostanza aggravante della "destrezza" (contestata dal ricorrente come erroneamente ritenuta dalla Corte territoriale).
art. 624 c.p.
Norma che disciplina il reato di furto; riferita unitamente all'art.625 nella contestazione originaria.
art. 2 d.lgs. n. 150/2022
Interpretazione decisiva: per effetto di questa norma il delitto di furto è divenuto procedibile a querela, condizionando l'esercizio dell'azione penale alla proposizione della querela da parte della persona offesa.
art. 85, comma 1, d.lgs. 150/2022
Fissa il termine entro cui la persona offesa deve proporre la querela; l'assenza di querela nel termine ha determinato l'improcedibilità del reato di furto nel caso di specie.
art. 5-bis d.l. n. 162/2022, convertito con modificazioni nella legge 30 dicembre 2022 n. 199
Norma che ha modificato i termini/procedimenti indicati nel d.lgs. 150/2022; richiamata dalla Corte per precisare il termine di procedibilità a querela applicabile al caso.
Massime di principio
- Se una fattispecie penale è stata resa procedibile a querela da una norma sopravvenuta, l'azione penale è improcedibile se la persona offesa non ha proposto querela entro i termini previsti: la relativa condanna deve essere annullata per difetto della condizione di procedibilità.
- In presenza di più capi di imputazione, la cassazione può annullare senza rinvio i capi interessati dall'improcedibilità e rinviare gli altri capi a diversa sezione per la rideterminazione del trattamento sanzionatorio.
- Le censure sulla qualificazione della circostanza aggravante (es. destrezza) richiedono un esame puntuale delle dichiarazioni probatorie; tuttavia, se sussiste un difetto procedurale sostanziale (come la mancata querela), tale difetto assorbe le censure di merito relative alla colpevolezza su quel capo.
- La difesa deve tempestivamente eccepire la mancanza della condizione di procedibilità (querela) già in sede di impugnazione: eventuali cambiamenti legislativi che incidono sulla procedibilità devono essere valutati e prodotti tempestivamente nei mezzi di impugnazione.
- Il rinvio per la sola riforma del trattamento sanzionatorio è procedura ordinaria quando rimane in piedi un unico reato dopo l'annullamento di altri capi per vizi procedurali.
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