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Sentenza

Sentenza n. 2487/2026 - Napoli, Sezione 5

per l'annullamento, previa concession e della tutela cautelare, dell’ordinanza prot. n. 0089456/u del 28/08/2025, notificata successivamente, con cui l’U.O.C. Servizio Veterinario della ASL di Benevento ha disposto l’abbattimento coattivo di dieci suini; dell’ordinanza di abbattimento dei medesimi capi di bestiame prot. n. 73271 del 09/07/2025, reiterata con ordinanza prot. n. 79047 del 24/07/2025 prot. 79047, comportante anche la revoca del provvedimento di registrazione dello stabilimento (cod. aziendale -OMISSIS- del provvedimento di sequestro sanitario dei suini adottato dalla medesima Amministrazione Sanitaria il 19/06/2025, notificato in data 19/06/2025; del verbale di ispezione del 19/06/2025 del Servizio Sanitario Animale della ASL di Benevento, nella parte in cui rileva il rischio sanitario in ragione di una sussunta ma inesistente violazione delle norme di tracciabilità degli animali; di ogni altro atto e/o provvedimento presupposto, connesso e/o conseguente a quelli impugnati.

Giustizia amministrativa202504379

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanze di abbattimento di dieci suini, revoca della registrazione dello stabilimento e relativi atti presupposti, compreso il sequestro sanitario

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (azienda sanitaria)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato le ordinanze con cui l'ASL di Benevento ha disposto l'abbattimento di dieci suini privi di identificazione e documenti di tracciabilità, nonché la revoca della registrazione dello stabilimento e, successivamente, l'abbattimento coattivo per mancata ottemperanza. Ha dedotto, anzitutto, la violazione del principio di proporzionalità, sostenendo che gli animali erano in ottime condizioni di salute e che l'art. 15 del d.lgs. n. 134/2022 consentirebbe all'ASL di valutare alternative all'abbattimento. Ha inoltre dedotto l'erronea applicazione della disciplina sulla tracciabilità, sostenendo che essa non si applicherebbe agli allevamenti domestico-familiari e affermando che i dieci animali appartenevano a tre diversi soggetti, titolari di distinti allevamenti familiari. Ha richiamato anche l'art. 9 Cost. in materia di tutela degli animali.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha ritenuto che la normativa sulla tracciabilità dei suini si applichi anche agli allevamenti domestico-familiari, sia pure con adempimenti semplificati, e ha rilevato che il ricorrente non aveva dimostrato né l'inserimento degli animali nella Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica né l'adempimento degli obblighi di tracciabilità. L'affermazione secondo cui sei suini sarebbero appartenuti ad altri soggetti è stata ritenuta priva di prova e comunque inidonea a escludere l'unicità dell'allevamento, dovendosi avere riguardo alle modalità sostanziali di detenzione congiunta e non alla titolarità formale degli animali. Il Collegio ha ritenuto applicabile l'art. 10 dell'ordinanza commissariale n. 5/2024, che, per suini non identificati, di cui non sia possibile individuare il proprietario, o detenuti illegalmente, prevede sequestro, abbattimento e distruzione dopo gli eventuali accertamenti sanitari necessari. Tale disposizione configura l'abbattimento come atto sostanzialmente dovuto; pertanto, le buone condizioni di salute degli animali non escludono il provvedimento, poiché il rischio deriva dalla mancanza di tracciabilità, rilevante anche per il controllo delle malattie, dell'uso di antibiotici e della filiera agroalimentare. Gli accertamenti sanitari ulteriori sono necessari quando gli animali non appaiano in buone condizioni, mentre la loro omissione è giustificata quando gli animali risultino sani. Il richiamo alla proporzionalità è stato ritenuto non pertinente, anche perché l'ordinanza commissariale non era stata impugnata e configurava l'abbattimento quale misura vincolata. È stato altresì ritenuto incongruo il richiamo all'art. 9 Cost., poiché il ricorrente perseguiva interessi economici connessi alla macellazione e non esigenze di tutela del benessere animale. Il ricorrente è stato condannato alle spese, liquidate in euro 3.000 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 10 dell'ordinanza del Commissario straordinario alla peste suina africana n. 5/2024

    nel caso in cui vengano rinvenuti maiali non indentificati per i quali sia impossibile risalire al proprietario, oppure suidi detenuti illegalmente, l’ACL dispone il sequestro, l’abbattimento e la distruzione degli animali dopo aver effettuato gli accertamenti sanitari eventualmente ritenuti necessari

    La disposizione configura come sostanzialmente dovuto l'abbattimento dei suini non identificati, dei quali non sia possibile individuare il proprietario, o detenuti illegalmente; gli accertamenti sanitari sono necessari quando gli animali non appaiano in buone condizioni di salute.

  • art. 15 d.lgs. 5 agosto 2022, n. 134

    per gli animali non identificati per cui l'operatore non è in grado di garantire la rintracciabilità la ASL territorialmente competente valuta, considerando gli aspetti sanitari e di benessere, se disporne l'abbattimento in stabilimento e la distruzione senza alcun indennizzo o il loro eventuale impiego per fini diversi dal consumo umano

    La norma generale disciplina le conseguenze della mancata identificazione e tracciabilità; nel caso concreto il TAR ha ritenuto prevalente la disciplina speciale dell'art. 10 dell'ordinanza commissariale n. 5/2024.

  • art. 15, comma 5, d.lgs. 5 agosto 2022, n. 134

    È stato richiamato quale base normativa della revoca della registrazione dello stabilimento.

  • D.M. 7 marzo 2023, paragrafo 2.4.1, lettera a

    Prevede adempimenti semplificati per gli allevamenti familiari, ma il ricorrente non ha dimostrato di averli adempiuti mediante l'inserimento degli animali nella Banca dati nazionale dell'anagrafe zootecnica.

  • art. 9 Costituzione

    La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali

    Il richiamo è stato ritenuto non pertinente, poiché la controversia riguardava interessi economici connessi all'allevamento destinato alla macellazione e non la tutela del benessere animale.

Massime di principio

  • La disciplina sulla tracciabilità dei suini si applica anche agli allevamenti domestico-familiari, sebbene per questi possano essere previsti adempimenti semplificati; la qualificazione familiare non esonera dall'identificazione e dall'inserimento degli animali nei sistemi ufficiali di anagrafe e tracciabilità.
  • Quando più suini sono detenuti e allevati congiuntamente, l'unicità dell'allevamento può essere accertata in base alle modalità sostanziali di gestione, senza che la distinta titolarità formale degli animali sia di per sé decisiva.
  • In presenza di suini non identificati, privi di tracciabilità e detenuti illegalmente, l'art. 10 dell'ordinanza commissariale n. 5/2024 configura il sequestro, l'abbattimento e la distruzione come misure sostanzialmente dovute; le buone condizioni di salute degli animali non rendono sproporzionato l'abbattimento, poiché il rischio sanitario deriva anche dall'impossibilità di ricostruire la provenienza e la circolazione degli animali.
  • Gli accertamenti sanitari ulteriori sono necessari quando i suini non appaiano in buone condizioni di salute e possano rendersi necessarie misure ulteriori di tutela della sanità pubblica e animale; la loro omissione è invece giustificata quando gli animali risultino in buone condizioni.
  • Il richiamo al principio di proporzionalità non consente di superare una disciplina speciale non impugnata che configura l'abbattimento dei suini non tracciabili o detenuti illegalmente come misura vincolata.

Come è indicizzato

MaterieAree protette, fauna e floraEfficacia ed esecuzione del provvedimento
RamiAmbienteProcedimento amministrativo
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaPrincipio di legalità e tipicitàDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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