Cassazione Penale, Ordinanza n. 14128/2026 del 17/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta genericità del motivo, senza entrare nel merito della responsabilità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La Corte di cassazione esamina il ricorso proposto dall'imputato contro la sentenza della Corte d'appello di Firenze che lo aveva condannato per evasione. Il motivo dedotto riguardava il giudizio di responsabilità, ma dal testo emerge che il ricorso non conteneva alcuna specifica censura: il motivo è stato ritenuto del tutto generico, poiché non veniva indicato alcunché a sostegno dell'impugnazione.
Norme richiamate
art. 385 c.p.
È la norma incriminatrice alla base della condanna impugnata; il testo non sviluppa ulteriori profili interpretativi sul contenuto della fattispecie.
Cassa delle ammende
In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, è disposta la condanna al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione è inammissibile quando il motivo di impugnazione è del tutto generico e non contiene alcuna specifica deduzione idonea a censurare la decisione impugnata.
- La Corte di cassazione non può essere investita di contestazioni meramente assertive: il ricorrente deve individuare puntualmente gli errori di diritto o i vizi della motivazione della sentenza impugnata.
- La declaratoria di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, nei casi previsti, di una somma in favore della Cassa delle ammende.
Come è indicizzato
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