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Sentenza

Sentenza n. 165/2026 - Lecce, Sezione 1

per l'annullamento -del provvedimento di autorizzazione paesaggistica n. 11 del 10.02.2020, reso dal Responsabile dell'Area Ambiente – Ufficio Paesaggio del Comune di Carovigno; -del parere reso dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e del Turismo per le Province di Brindisi Lecce e Taranto in data 10.10.2019; -di ogni atto presupposto, connesso e/o conseguenziale e, in particolare, ove occorra: del provvedimento del Dirigente dell'Area Ambiente – ufficio paesaggio del Comune di Carovigno del 18.12.2019; - del parere del Dirigente dell'UTC del Comune di Carovigno del 3.7.2019;

Giustizia amministrativa202001468

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Autorizzazione paesaggistica comunale n. 11 del 10 febbraio 2020, parere della Soprintendenza del 10 ottobre 2019 e ulteriori atti presupposti, connessi e conseguenziali

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni e controinteressato)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato l’autorizzazione paesaggistica rilasciata dal Comune di Carovigno al controinteressato, unitamente al parere della Soprintendenza e agli ulteriori atti presupposti, deducendo due motivi di diritto, il cui contenuto specifico non è riportato nel testo della sentenza. Nel corso del giudizio, il controinteressato ha dichiarato di avere definito transattivamente la vicenda con la ricorrente, cedendole il lotto di proprietà. Le parti private hanno quindi chiesto che fosse dichiarata la sopravvenuta carenza di interesse, con compensazione delle spese. Il Comune ha chiesto, oltre all’improcedibilità, anche la declaratoria di irricevibilità per tardività e ha rilevato l’intervenuta scadenza del termine quinquennale di efficacia dell’autorizzazione paesaggistica.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La decisione è stata determinata dal venir meno dell’interesse concreto e attuale alla decisione, alla luce della definizione transattiva della controversia tra la ricorrente e il controinteressato e, secondo quanto rappresentato dal Comune, della scadenza del termine quinquennale di efficacia dell’autorizzazione paesaggistica. Il Collegio non ha esaminato nel merito i due motivi di ricorso né ha deciso la questione di tardività sollevata dal Comune. Le spese di giudizio sono state compensate, tenuto conto dell’adesione del controinteressato e delle peculiarità della controversia quanto alle amministrazioni.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; il testo non espone una specifica interpretazione sostanziale della norma.

Massime di principio

  • Il ricorso amministrativo deve essere dichiarato improcedibile quando, nel corso del giudizio, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione per effetto di circostanze sopravvenute, quali la definizione transattiva della vicenda tra le parti private o la perdita di efficacia dell’atto impugnato.
  • In presenza di sopravvenuta carenza di interesse, il giudice non esamina i motivi di illegittimità dedotti e non decide nel merito la domanda di annullamento.
  • La sopravvenuta carenza di interesse prevale, quale ragione della definizione del giudizio, sull’esame di questioni di merito o di rito non ulteriormente necessarie, quando l’interesse alla decisione sia definitivamente venuto meno.

Come è indicizzato

MaterieAutorizzazione paesaggisticaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiBeni culturali e paesaggioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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