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Sentenza

Sentenza n. 1257/2026 - Catania, Sezione 1

per l'annullamento del silenzio diniego formatosi sull’istanza di accesso del 15 ottobre 2025, avente ad oggetto gli atti adottati per l’esecuzione dell’ordinanza n. 3/2024; richiesta di titolo edilizio per il muro di confine avanzata dai controinteressati, corredata da planimetria.

Giustizia amministrativa202502790

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Catania, Sez. ISentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: silenzio-diniego formatosi sull’istanza di accesso del 15 ottobre 2025 relativa agli atti di esecuzione dell’ordinanza di demolizione n. 3/2024 e alla richiesta di titolo edilizio per il muro di confine

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietaria confinante)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente, proprietaria di un fondo agricolo confinante con quello dei controinteressati, ha dedotto che questi ultimi avevano realizzato un muro di confine, in parte insistente sul suo terreno, alto in alcuni punti circa 5/6 metri e potenzialmente pericoloso. Dopo una precedente sentenza del TAR che aveva accertato l’illegittimità del silenzio del Comune e del Genio Civile sull’istanza volta a sollecitare i poteri di controllo sull’attività edilizia, il Comune aveva adottato l’ordinanza di demolizione n. 3 del 21 novembre 2024. La ricorrente ha quindi chiesto copia dell’ordinanza e, con l’istanza del 15 ottobre 2025, anche degli atti adottati per la sua esecuzione e della richiesta di titolo edilizio presentata dai controinteressati, corredata da planimetria. Il Comune non ha dato riscontro, formando un silenzio-diniego. La ricorrente ha chiesto l’annullamento del silenzio e l’accertamento del proprio diritto di accesso.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, ritenendo sussistente in capo alla proprietaria confinante una posizione giuridica qualificata e differenziata, non meramente emulativa né diretta a un controllo generalizzato dell’azione amministrativa. Tale posizione legittima l’accesso agli atti abilitativi e alle pratiche edilizie quando l’interessata intenda verificare il rispetto delle previsioni urbanistiche. È stato quindi annullato il silenzio-diniego formatosi sull’istanza del 15 ottobre 2025 ed è stato dichiarato l’obbligo del Comune di consentire l’accesso alla documentazione richiesta, mediante esibizione e consegna entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.000 oltre accessori e rimborso del contributo unificato, mentre le spese nei confronti dei controinteressati sono state compensate.

Massime di principio

  • Il proprietario di un immobile confinante con un’area interessata da interventi edilizi è titolare di una posizione qualificata e differenziata che legittima l’accesso agli atti abilitativi e alle pratiche edilizie, quando l’accesso sia funzionale a verificare il rispetto delle previsioni urbanistiche.
  • L’accesso del proprietario confinante agli atti edilizi non costituisce controllo generalizzato sull’azione amministrativa, purché sia collegato a un interesse concreto alla tutela della propria posizione giuridica.
  • In presenza di un’istanza di accesso non definita dall’amministrazione, il giudice amministrativo può annullare il silenzio-diniego e ordinare all’amministrazione l’esibizione e la consegna della documentazione richiesta entro un termine stabilito nella sentenza.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleTitoli abilitativi ediliziDecisione e riti speciali
RamiAccesso e trasparenzaEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereTutela del terzoSilenzio della pubblica amministrazione

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