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Sentenza

Sentenza del 22/12/2016 n. 26749 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle entrate ha impugnato la sentenza della Commissione tributaria regionale, contestando la motivazione con cui erano state ritenute deducibili o detraibili varie componenti di costo e di IVA, tra cui spese per personale, sponsorizzazioni, progettazione, contributi pubblicitari, royalties, svalutazione dei campionari e fatture non tradotte. La società ha resistito, proponendo a sua volta quattro motivi di ricorso incidentale. La questione ritenuta fondata dalla Corte ha riguardato il contributo pubblicitario versato alla società C. 1881: la CTR aveva considerato sufficiente il fatto che il contributo fosse parametrato contrattualmente al fatturato, senza verificare se la società beneficiaria avesse effettivamente sostenuto le spese promozionali relative ai prodotti commercializzati dalla contribuente.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili quasi tutti i motivi del ricorso principale dell'Agenzia, ha rigettato quello relativo alle fatture non tradotte, e ha accolto soltanto il settimo motivo concernente il contributo pubblicitario parametrato al fatturato. Ha inoltre dichiarato inammissibili tutti i motivi del ricorso incidentale della società. La sentenza impugnata è stata cassata limitatamente al profilo accolto, con rinvio alla Commissione tributaria regionale della Lombardia, in diversa composizione, per un nuovo esame della questione e per la regolazione delle spese.

Norme richiamate

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il controllo di legittimità sulla motivazione richiede che il ricorrente individui elementi decisivi realmente trascurati dal giudice di merito; censure generiche, non decisive o non autosufficienti sono inammissibili.

  • D.P.R. n. 917 del 1986, art. 75, ora art. 109

    inerenza all'attività d'impresa

    Un costo è inerente quando presenta una relazione con l'attività d'impresa potenzialmente idonea a produrre ricavi, senza che sia necessariamente richiesta una correlazione diretta e immediata con uno specifico ricavo.

  • Principio di autosufficienza del ricorso per cassazione

    Il ricorso deve riportare o descrivere in modo specifico gli elementi necessari per consentire alla Corte di verificare la censura; il mero rinvio ad atti o parti del processo senza adeguata trascrizione o illustrazione non è sufficiente.

  • Principio di competenza fiscale

    La questione relativa alla corretta imputazione temporale dei costi è rimasta assorbita dopo la dichiarazione di inammissibilità del motivo principale riguardante la svalutazione dei campionari.

Massime di principio

  • Ai fini della deducibilità, l'inerenza non richiede necessariamente che il costo sia collegato a uno specifico ricavo già prodotto: è sufficiente una relazione con un'attività d'impresa potenzialmente produttiva di utili, purché adeguatamente documentata.
  • La parametrizzazione contrattuale di un corrispettivo o contributo in percentuale sul fatturato non dimostra, da sola, l'effettiva inerenza del costo: occorre verificare la concreta prestazione ricevuta e l'effettivo sostenimento delle attività promozionali.
  • In Cassazione non è sufficiente contestare genericamente la motivazione del giudice di merito; devono essere indicati con precisione i fatti decisivi omessi, contraddittori o travisati.
  • Le contestazioni fondate su richiami generici al processo verbale di constatazione o ad altri atti, senza riportarne adeguatamente il contenuto rilevante, possono essere dichiarate inammissibili per difetto di specificità o autosufficienza.
  • Il fatto che una spesa riguardi attività svolte nell'interesse di un gruppo o di un marchio concesso in licenza non esclude l'inerenza, se il contratto e l'attività concretamente svolta dimostrano un'utilità potenziale per l'impresa contribuente.

Testo integrale

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