Cassazione Civile, Ordinanza n. 31259/2023 del 09/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (eredi)
La controversia
Il procedimento non riguarda il merito della controversia originaria, ma la correzione di un errore materiale contenuto nell'ordinanza della Corte di cassazione n. 12921/2022. Su sollecitazione della parte controricorrente è stato instaurato il procedimento di correzione d'ufficio, perché dal ricorso risultava un'inesatta indicazione della parte ricorrente. In particolare, nell'intestazione, in un passaggio della motivazione e nel dispositivo dell'ordinanza precedente, erano stati riportati in modo errato i nomi di alcuni eredi e del de cuius di riferimento. La correzione richiesta e disposta ha riguardato esclusivamente l'esatta identificazione delle parti, senza incidere sulla decisione sostanziale già resa.
La decisione
La Corte ha accolto la richiesta di correzione dell'errore materiale e ha disposto che, nell'ordinanza n. 12921/2022, la parte indicata erroneamente come "Gabriella La Marca e Autilia La Marca, nella qualità di eredi di Benito La Marca e Autilia La Marca" fosse letta come "Gabriella La Marca, Emiliano La Marca e Autilia La Marca, nella qualità di eredi di Benito La Marca e Antonietta della Pietra"; analoga correzione è stata disposta nel dispositivo, con annotazione sull'originale del provvedimento. Non risulta, dal testo fornito, un esame del merito della lite originaria, ma solo la rettifica formale dell'atto.
Massime di principio
- L'errore materiale contenuto in un provvedimento della Corte di cassazione può essere corretto quando risulti dal testo del ricorso o dagli atti un'inesatta indicazione delle parti o di altri elementi formali dell'ordinanza.
- La correzione dell'errore materiale ha natura meramente rettificativa: non incide sul contenuto decisorio sostanziale del provvedimento, ma ne allinea il testo alla reale volontà decisoria e ai dati processuali corretti.
- Quando l'inesattezza riguarda l'identificazione della parte nel provvedimento, la correzione deve essere effettuata in tutte le parti dell'atto in cui l'errore è riprodotto, compresi intestazione, motivazione e dispositivo.
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