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Sentenza

Sentenza n. 2956/2026 - Roma, Sezione 2T

per l’annullamento del provvedimento prot. n. 1254687 del 12 dicembre 2022, notificato il 23 dicembre 2022, con cui il Dirigente della Direzione per le politiche ambientali e la pianificazione territoriale, paesistica e urbanistica della Regione Lazio ha dichiarato improcedibile, ai sensi dell’art. 4, comma 2, del regolamento regionale n. 22 del 18 dicembre 2018 e, pertanto, archiviato l’istanza di accertamento “straordinario” di compatibilità paesaggistica (c.d. condono ambientale) prot. 13763 del 1° febbraio 2005 presentata, ai sensi dell’art. 1, commi 37, 38 e 39 della l. n. 308 del 2004.

Giustizia amministrativa202302425

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: archiviazione per improcedibilità dell'istanza di accertamento straordinario di compatibilità paesaggistica, adottata per mancato riscontro alla richiesta di integrazione documentale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (regione e comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato il provvedimento regionale che aveva dichiarato improcedibile e archiviato l'istanza di condono ambientale presentata nel 2005 ai sensi dell'art. 1, commi 37, 38 e 39, della l. n. 308/2004. Ha dedotto un unico motivo di eccesso di potere per difetto di istruttoria e violazione dell'art. 4, comma 2, del regolamento regionale n. 22/2018 e dell'art. 167, comma 5, del d.lgs. n. 42/2004. In particolare, ha sostenuto che il mancato riscontro alla richiesta di integrazione documentale fosse giustificato da causa di forza maggiore, individuata nella pandemia da Covid-19, e che non potesse quindi determinare l'archiviazione dell'istanza.

La decisione

Il TAR ha rigettato il ricorso, ritenendo infondato l'unico motivo. Ha considerato legittima la previsione regolamentare che subordina la procedibilità dell'istanza alla trasmissione della documentazione richiesta, in quanto espressione del principio di leale e reciproca cooperazione procedimentale. In assenza di una conseguenza per il mancato adempimento dell'obbligo di cooperazione, il privato potrebbe procrastinare indefinitamente la conclusione del procedimento. Nel caso concreto, la Regione aveva comunicato l'avvio del procedimento e richiesto la documentazione il 7 marzo 2019, aveva concesso una proroga di 60 giorni nel luglio 2019 e aveva reiterato la richiesta il 7 novembre 2019. I termini erano dunque scaduti prima del lockdown e il provvedimento di archiviazione era intervenuto oltre un anno dopo la riapertura al pubblico degli uffici, senza che la ricorrente avesse rappresentato specifiche difficoltà o manifestato concretamente l'interesse alla prosecuzione della pratica. Il tempo disponibile era pertanto più che congruo e il mancato deposito della documentazione aveva integrato i presupposti per l'archiviazione. La ricorrente è stata condannata alle spese, liquidate in euro 1.000 a favore della Regione Lazio e in euro 500 a favore del Comune di Fiumicino, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 4, comma 2, regolamento regionale Lazio n. 22/2018

    La richiesta di integrazione documentale costituisce condizione di procedibilità dell'istanza; il mancato riscontro entro un termine congruo consente la dichiarazione di improcedibilità e l'archiviazione.

  • art. 167, comma 5, d.lgs. n. 42/2004

    Richiamato quale parametro normativo dell'istanza di accertamento di compatibilità paesaggistica, senza una specifica interpretazione ulteriore nel provvedimento.

  • art. 1, commi 37, 38 e 39, l. n. 308/2004

    Costituisce la base normativa dell'istanza di accertamento straordinario di compatibilità paesaggistica, qualificata come condono ambientale.

  • l. n. 241/1990

    Il meccanismo regolamentare è ritenuto compatibile con i principi generali e con le garanzie procedimentali, poiché attuativo della leale e reciproca cooperazione tra amministrazione e privato.

Massime di principio

  • La previsione regolamentare secondo cui la produzione della documentazione richiesta dall'amministrazione costituisce condizione di procedibilità dell'istanza è legittima quando è funzionale alla concreta valutazione dell'ammissibilità della domanda e si fonda sul principio di leale e reciproca cooperazione procedimentale.
  • Il mancato adempimento, da parte del privato, di una richiesta documentale necessaria alla definizione del procedimento può legittimamente comportare l'improcedibilità e l'archiviazione dell'istanza, purché l'amministrazione abbia formulato una richiesta chiara e concesso un termine congruo.
  • La situazione emergenziale connessa alla pandemia da Covid-19 non giustifica automaticamente il mancato riscontro a una richiesta documentale quando il termine per adempiere sia scaduto prima del lockdown e il provvedimento conclusivo sia adottato a notevole distanza dalla riapertura degli uffici.
  • La valutazione della congruità del termine per integrare la documentazione deve considerare il complessivo arco temporale concesso, comprese eventuali proroghe e reiterazioni della richiesta, nonché la possibilità per l'interessato di manifestare concretamente l'interesse alla prosecuzione del procedimento.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria paesaggisticaPartecipazione al procedimento
RamiBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
IstitutiEccesso di potereDifetto di istruttoriaBuona fede e correttezza della PATermini del procedimento

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