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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3829/2022 del 03/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione in Cassazione dell'ordinanza che ha confermato la proroga biennale del regime differenziato ex art. 41-bis Ord. pen.; il ricorrente lamentava violazione dell'art. 41-bis sostenendo che il Tribunale non ha adeguatamente considerato la produzione di atti che dimostravano il suo distacco dalle dinamiche associative e il ridimensionamento del suo ruolo nella cosca 'ndrangheta Bellocchio, avendo invece motivato sulla base di informazioni generiche e operazioni di polizia senza indicare dati oggettivi né i nominativi dei possibili interlocutori futuri

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che i rilievi posti costituiscano censura di merito non idonea a configurare violazione di legge: il Tribunale di sorveglianza aveva motivato in modo congruo, valutando il ruolo storico del ricorrente nella cosca, l'operatività attuale del clan, l'assenza di un percorso trattamentale/di revisione e recenti comportamenti sprezzanti verso il personale penitenziario, da cui è stata ricavata la prognosi di persistenza del rischio di mantenimento dei contatti. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 41-bis Ordinamento Penitenziario

    La norma è stata interpretata nel senso che la Cassazione può sindacare solo le violazioni di legge; la verifica circa l'attuale capacità del detenuto di mantenere contatti con l'associazione mafiosa è una prognosi di merito che richiede valutazione complessiva degli elementi e non prova di certezza

  • comma 2-bis dell'art. 41-bis Ord. pen.

    I parametri indicati dal comma 2-bis sono non esaustivi: l'accertamento deve tenere conto di tutti gli elementi rilevatori della persistenza delle condizioni di pericolo già in origine poste a fondamento del regime, anche se non necessariamente sopravvenuti

  • Giurisprudenza della Cassazione (citazioni indicate nel provvedimento: Sez. 3 n. 13/10/2015; Sez. 5 n. 9677/2014; Sez. 5 n. 24862/2010; Sez. 1 n. 2660/2018 Vinciguerra; Sez. 1 n. 20986/2020 Farao)

    Le pronunce richiamate confermano i principi: il sindacato di Cassazione sui provvedimenti 41-bis è limitato a violazioni di legge e alla motivazione apparente; la prognosi di mantenimento dei collegamenti va basata su elementi che rendano la persistenza del pericolo ragionevolmente probabile

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti relativi all'art. 41-bis è ammesso solo per violazione di legge: i rimedi contro valutazioni di merito sono molto limitati
  • La proroga del 41-bis si fonda su una prognosi di rischio: non è richiesta la certezza della possibilità di contatti, ma la probabilità ragionevole desumibile da elementi complessivi
  • Elementi rilevanti per confermare la proroga: ruolo pregresso nell'associazione, operatività attuale del clan, assenza di un percorso di dissociazione o revisione, comportamenti carcerari recenti e informazioni investigative
  • Non è necessario individuare nominativi specifici di affiliati con cui il detenuto potrebbe comunicare: è sufficiente dimostrare la persistenza della pericolosità associativa in termini probabilistici
  • Per contrastare efficacemente una proroga 41-bis è utile produrre prove oggettive e specifiche di distacco (documentazione di percorsi di dissociazione, valutazioni trattamentali positive, elementi nuovi e concreti) e mostrare eventuali carenze della motivazione (testo avulso dalle risultanze, mancanza di valutazione di elementi rilevanti)
  • In sede di Cassazione conviene focalizzarsi su profili formali e di diritto (violazione di legge, motivazione apparente o assente, errori logico-giuridici) più che su una semplice rivalutazione di merito

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