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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12209/2024 del 25/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 06/06/2023 con cui il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la richiesta di permesso premio. Il ricorrente deduce erronea applicazione di legge e vizio di motivazione, sostenendo che il diniego si sarebbe fondato esclusivamente sulla gravità dei fatti e non avrebbe adeguatamente considerato la positiva evoluzione della sua personalità, la ridotta frequenza di violazioni disciplinari (ultima in dicembre 2022) e la concessione di permessi temporanei per gravi eventi familiari.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile: ha ritenuto che il giudizio del Tribunale di Sorveglianza fosse motivato in modo esaustivo, avendo valutato la relazione di osservazione e bilanciato la parziale emersione di autocritica e il progresso nel controllo degli impulsi con la particolare gravità dei reati scontati (omicidio e tentato omicidio) e con l'accentuata impulsività. La Suprema Corte ha richiamato il principio secondo cui l'emersione di indici di ravvedimento non è di per sé sufficiente per concedere benefici penitenziari, dovendosi considerare la progressività e gradualità del trattamento. A seguito della dichiarazione di inammissibilità il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Sez. I, sentenza n. 15064

    Sez. I n. 15064 del 6.3.2003, rv 224029

    Principio giurisprudenziale secondo cui l'emersione di indici di ravvedimento non è di per sé determinante ai fini dei benefici penitenziari; va valutata la progressività e la gradualità dei risultati del trattamento

  • Art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per irrogare la sanzione pecuniaria (ammenda) in caso di ricorso dichiarato inammissibile, salvo elementi che escludano la colpa nella determinazione dell'inammissibilità

Massime di principio

  • Il diniego di permesso premio può essere motivato dalla particolare gravità del fatto in espiazione anche quando vi siano segnali di miglioramento: la valutazione è complessiva e tiene conto della progressività del trattamento
  • La presenza di indici di ravvedimento o di miglioramento comportamentale non garantisce automaticamente i benefici penitenziari; è necessaria una rielaborazione critica consolidata e non solo parziale o in via di evoluzione
  • La valutazione sull'ammissibilità del permesso premio è principalmente in fatto (osservazioni trattamentali, impulsività, autocritica) e non è soggetta a rivalutazione in sede di cassazione se adeguatamente motivata
  • Le precedenti concessioni di permessi temporanei o l'assenza di recenti violazioni disciplinari sono fattori rilevanti ma non determinanti se permangono elementi che indicano pericolosità sociale
  • In sede di impugnazione alla Corte di cassazione è necessario porre questioni di diritto o vizi motivazionali chiari; i ricorsi che mirano a una rivalutazione dei fatti sono frequentemente dichiarati inammissibili
  • Il ricorrente che propone un ricorso inammissibile può essere condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria ai sensi dell'art. 616 c.p.p., salvo prova di assenza di colpa

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