Cassazione Penale, Sentenza n. 149/2025 del 03/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva dichiarato l'esito negativo della messa in prova per il periodo dal 10/01/2014 al 31/12/2014 (con esclusione dei periodi di detenzione) e aveva poi riconosciuto esito positivo per i periodi successivi, nonché l'ammissione alla detenzione domiciliare per la pena residua. Il ricorrente deduce manifesta illogicità della motivazione perché il Tribunale avrebbe fatto riferimento al mero dato formale dell'inadempimento di un obbligo fiscale con termine al 31/12/2014, senza considerare che l'obbligo non avrebbe potuto essere adempiuto per la restrizione carceraria (periodo di detenzione dal 18/07/2014 al 07/10/2015), e che la società era stata dichiarata fallita prima della scarcerazione, rendendo impossibile l'adempimento.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata fosse logicamente motivata in quanto non si era basata solo sul mancato adempimento fiscale, ma su plurime condotte trasgressive rilevate nell'esecuzione della messa in prova (amministrazione di fatto della societa' con operazioni dolose causative del fallimento dal 15/04/2013 al 09/04/2014, dichiarazione infedele e omessa dichiarazione IVA/IRES ex D.Lgs. n.74/2000, furto aggravato del 23/09/2013). Il Tribunale aveva correttamente circoscritto l'esito negativo al periodo indicato e aveva detratto i periodi di detenzione ai fini del computo; per il periodo successivo l'esito della misura è stato positivo e il ricorrente è stato ammesso alla detenzione domiciliare con prescrizioni. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
D. Lgs. n. 74/2000
Modello unico per le societa' di capitali ex art. 4 e la omessa dichiarazione annuale ex art. 5 IVA ed IRES di cui al D. Lgs. n.74 del 2000
La Corte ha considerato i reati tributari richiamati (art. 4 e art. 5) come condotte trasgressive rilevanti ai fini della dichiarazione di esito negativo della messa in prova, integrando il giudizio complessivo sulla non adesione al programma rieducativo, pur tenendo conto dei periodi di detenzione nel computo del periodo interessato.
Massime di principio
- La dichiarazione di esito negativo della messa in prova può essere limitata a periodi temporali specifici e non deve necessariamente coprire l'intera durata della misura quando emergono condotte trasgressive circoscritte.
- Il giudice deve motivare valutando il complesso delle condotte durante la messa in prova; non è sufficiente appellarsi a un singolo inadempimento formale se vi sono altri comportamenti penalmente rilevanti che dimostrano mancata adesione alla misura.
- Lo stato detentivo non costituisce automaticamente causa di scriminante rispetto a inadempimenti connessi alla messa in prova: il giudice valuta se l'impossibilità materiale abbia effettivamente impedito l'adempimento e, in ogni caso, deve detrarre i periodi di reclusione dal computo della pena.
- Se le condotte trasgressive sono concentrate in un arco temporale determinato, il giudice può dichiarare l'esito negativo solo per quel periodo e concedere misure alternative per la residua espiazione.
- In sede di cassazione la contestazione deve evidenziare vizi di motivazione o violazioni di legge: deduzioni meramente prospettiche sull'impossibilità di adempiere per detenzione sono insufficienti se il giudice ha fornito una valutazione articolata e coerente delle condotte.
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