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Sentenza

Sentenza n. 5081/2026 - Napoli, Sezione 8

per l'annullamento del provvedimento nr Area 6, Nr Generale 28 del 6/2/2025 del Responsabile dell’area tecnica progettuale del Comune di Dugenta, n. 1546/2025, e per la condanna alla restituzione delle aree e al pagamento delle indennità da occupazione illegittima

Giustizia amministrativa202501534

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimenti comunali del 6 febbraio 2025 e del 19 febbraio 2025 che disponevano e confermavano, ai fini della registrazione e della voltura catastale, l'acquisizione definitiva delle intere particelle catastali interessate

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (proprietari)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno dedotto l'illegittimità dei provvedimenti comunali per violazione e falsa applicazione del d.P.R. 327/2001, difetto dei presupposti, travisamento, carenza di istruttoria, atipicità, violazione del giudicato, del principio di legalità e incompetenza. In particolare, hanno sostenuto che le sentenze del giudice ordinario richiamate dal Comune avevano prodotto effetti traslativi soltanto su porzioni delimitate dei terreni, pari a 110 mq della particella ex 307 e a 2372 mq della particella ex 306, mentre gli atti impugnati avevano disposto l'acquisizione delle intere particelle. Sono state inoltre censurate la mancanza di un valido vincolo preordinato all'esproprio e di una dichiarazione di pubblica utilità, l'asserita mancata perfezione della variante urbanistica del 2018, il decorso dei termini, l'incompetenza e l'assenza dei presupposti e della motivazione rafforzata richiesti dall'art. 42-bis del d.P.R. 327/2001, nonché la mancata corresponsione o adeguata determinazione delle indennità e la violazione delle garanzie partecipative. È stata chiesta anche la restituzione dei terreni, il pagamento delle indennità da occupazione illegittima e, in subordine, l'adozione di un provvedimento di acquisizione sanante. Il Comune ha eccepito l'inammissibilità del ricorso, sostenendo che gli atti avessero natura meramente dichiarativa e fossero funzionali alla registrazione e alla voltura catastale, e ha contestato nel merito le censure.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato entrambi i provvedimenti impugnati. Ha ritenuto infondate o generiche le censure relative alle pregresse procedure espropriative, osservando che i relativi atti non erano stati specificamente impugnati e che la mera menzione di atti presupposti o connessi non radica la loro impugnazione. Ha inoltre respinto le contestazioni sulla liquidazione delle indennità, sia perché generiche sia perché rientranti nella giurisdizione ordinaria, nonché le domande di restituzione, di pagamento delle indennità da occupazione illegittima e di adozione di un provvedimento ex art. 42-bis, per carenza di allegazione e prova e perché riferite a situazioni già interessate da provvedimenti definitivi o da fattispecie acquisitive accertate dal giudice ordinario. Ha invece accolto il motivo concernente l'indebita estensione dell'effetto acquisitivo alle intere particelle. Le sentenze del giudice ordinario avevano disposto il trasferimento soltanto di 110 mq della particella ex 307 e di 2372 mq della particella ex 306; gli atti comunali, invece, avevano indistintamente acquisito le intere particelle, senza considerare le successive procedure di occupazione ed espropriazione e il successivo decreto di esproprio del 16 ottobre 2025. Tale mancata ricostruzione della consistenza effettivamente trasferita e delle vicende successive ha integrato difetto di motivazione e di istruttoria, con effetto pregiudizievole per i proprietari. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 2.000 oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • d.P.R. 327/2001

    Disciplina generale delle procedure espropriative richiamata per valutare i presupposti, gli effetti e la legittimità degli atti acquisitivi.

  • art. 13 d.P.R. 327/2001

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla durata e alla scadenza dei termini della dichiarazione di pubblica utilità.

  • art. 19 d.P.R. 327/2001

    Richiamato in relazione al perfezionamento della variante urbanistica con efficacia espropriativa.

  • art. 23 d.P.R. 327/2001

    Richiamato per i requisiti e il contenuto del decreto di esproprio.

  • art. 42-bis d.P.R. 327/2001

    Invocato dai ricorrenti per contestare l'eventuale qualificazione degli atti come acquisizione sanante e per chiedere, in subordine, l'adozione del relativo provvedimento; la domanda subordinata è stata respinta per carenza di prova.

  • art. 3 l. 241/1990

    Postula una motivazione adeguata; la mancata considerazione delle porzioni effettivamente trasferite e delle successive procedure ha determinato un vizio di motivazione.

  • art. 7 l. 241/1990

    Richiamato dai ricorrenti per la dedotta violazione delle garanzie partecipative.

  • art. 42 d.lgs. 267/2000

    Richiamato dai ricorrenti in relazione alla competenza del Consiglio comunale sull'eventuale acquisizione sanante.

  • art. 42 Cost.

    Richiamato dai ricorrenti a tutela della proprietà privata e della necessità di indennizzo.

Massime di principio

  • Un atto comunale adottato per la registrazione e la voltura catastale non può estendere l'effetto traslativo già prodotto da sentenze del giudice ordinario oltre le porzioni immobiliari specificamente comprese nei relativi accertamenti.
  • Quando l'amministrazione ricostruisce vicende espropriative risalenti e dispone l'acquisizione di particelle catastali, deve verificare e motivare la corrispondenza tra identificativi catastali attuali, superfici effettivamente trasferite e successive procedure di occupazione o di espropriazione; l'omissione integra difetto di istruttoria e di motivazione.
  • La mera indicazione, nell'epigrafe o nel corpo del ricorso, di atti presupposti, connessi o conseguenti non comporta la loro impugnazione: ciascun provvedimento deve essere specificamente individuato nell'oggetto della domanda e collegato a censure puntuali.
  • Le contestazioni relative alla determinazione dell'indennità di espropriazione appartengono alla giurisdizione ordinaria e, se formulate in modo generico, non possono fondare l'accoglimento del ricorso amministrativo.
  • Le domande di restituzione, di pagamento di indennità da occupazione illegittima o di adozione dell'acquisizione sanante devono essere sorrette da allegazioni e prove specifiche circa l'occupazione sine titulo e la consistenza delle aree coinvolte.

Come è indicizzato

MaterieDecreto di esproprio e procedimentoOccupazione illegittima e acquisizione sananteMotivazione del provvedimentoResponsabile del procedimento e competenza
RamiEspropriazione per pubblica utilitàProcedimento amministrativo
IstitutiDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaRiparto di giurisdizionePrincipio di legalità e tipicità

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