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Sentenza

Sentenza del 10/04/2018 n. 126 - Comm. Trib. Prov. Varese

Versamenti soci - Presunzione somme a mutuo -Onere a carico dell'Ufficio - Sussiste.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La presunzione legale dell'art. 46 del TUIR è stata ritenuta applicabile esclusivamente ai versamenti effettuati da soci o partecipanti. Non opera invece nei confronti dei terzi non soci. Pertanto, per qualificare come mutuo fruttifero i versamenti eseguiti da un non socio, l'Amministrazione finanziaria deve fornire una prova specifica della loro natura e della produzione di interessi. La contestazione del contribuente è stata quindi accolta.

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La controversia riguarda l'applicazione della presunzione prevista dall'art. 46 del TUIR, secondo cui le somme versate alle società commerciali o agli enti indicati dall'art. 73, comma 1, lettera b), dai soci o partecipanti si presumono date a mutuo, salvo che dal bilancio o dal rendiconto risulti una diversa causale. Il contribuente ha contestato l'applicazione automatica di tale presunzione a versamenti effettuati da un soggetto non socio, sostenendo che l'Ufficio dovesse dimostrare autonomamente la natura fruttifera delle somme.

Norme richiamate

  • Art. 46 del TUIR

    Le somme versate alle società commerciali ed agli enti di cui all'art. 73 comma 1, lettera b) dai loro soci o partecipanti, si considerano date a mutuo se dai bilanci o dai rendiconti di tali soggetti non risulti che il versamento è stato fatto ad altro titolo

    La norma introduce una presunzione legale di finanziamento fruttifero, ma soltanto per le somme versate da soci o partecipanti. Non può essere estesa automaticamente ai soggetti estranei alla compagine sociale.

  • Art. 73, comma 1, lettera b), del TUIR

    La disposizione individua gli enti rilevanti ai fini dell'applicazione del richiamo contenuto nell'art. 46 del TUIR.

Massime di principio

  • La presunzione legale prevista dall'art. 46 del TUIR è di stretta interpretazione e non si applica ai versamenti eseguiti da soggetti che non siano soci o partecipanti.
  • Quando il versamento proviene da un terzo non socio, l'Amministrazione finanziaria deve provare in concreto che si tratti di un finanziamento e che sia fruttifero, senza potersi limitare a invocare la presunzione legale.
  • La qualificazione contabile del versamento e la documentazione relativa alla sua causale possono essere rilevanti, ma nei confronti del terzo non socio non sostituiscono l'onere probatorio dell'Ufficio.
  • In situazioni analoghe, il contribuente dovrebbe verificare sia la propria qualifica rispetto alla società sia l'esistenza di elementi concreti che dimostrino un accordo di mutuo, la debenza degli interessi e la loro eventuale maturazione.

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