Sentenza n. 494/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'accesso alla relazione di sopralluogo prot. N. 26397, del 04.09.2025, dalla quale si evince che presso l'area sita in Palma Campania (NA) alla via Provinciale per castello snc, distinta in catasto terreni al Foglio 7 P.lle 109 - 110 - 111 e 112, sono state realizzate le seguenti opere: manufatto in legno posto a destra dell'accesso all'area di dimensione di ca. 1.20 x 1.50 m. h= 2,40 m; n. 2 blocchi modulari per servizi igienici prefabbricati di dimensioni variabili ovvero 2,40 x 2,40 m (n. 2 modulari), 1,85 x 2,40 m (n. 1 modulo) e 2,85 x 1,85 (n. 1 modulo), posizionati in un'area, pavimentata con massetto in cemento, dedicata ai servizi igienici ed al collocamento di un lavabo in acciaio a due vasche; un forno a legna con struttura portante in ferro poggiato al suolo posto in adiacenza ad un veicolo attrezzato del tipo “food truck”; manufatto prefabbricato con rivestimento in perline di legno, di dimensioni 2,70 x 8,50 m ed altezza pari a m 2.40 circa, ancorato al suolo a mezzo di n. 8 piastre in acciaio bullonate su sottostante massetto in cemento, adibito a deposito al cui interno era presente un lavabo in acciaio; pedana in legno di dimensioni 6,00 x 6,00 m; allestimento con tavolo e sedute; pavimentazione in cemento di aree di transito pedonale e veicolare, per l'accesso al lotto; percorsi pedonali con piastrelle in gres poggiate al suolo; impianti elettrico ed idrico sanitario, con presenza di tubazioni e di una vasca Imhoff interrate per la raccolta dei reflui. E avverso e per l'annullamento del provvedimento di diniego conosciuto in data 25/09/2025, con cui il responsabile del settore Sviluppo economico del territorio del Comune di Palma Campania (NA) ha illegittimamente rigettato la domanda di accesso agli atti e ai documenti amministrativi del 22/09/2025 presentata dalla odierna ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di accesso alla relazione di sopralluogo del 4 settembre 2025 e alla relativa documentazione amministrativa
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego con cui il Comune aveva respinto l'istanza di accesso alla relazione di sopralluogo prot. n. 26397 del 4 settembre 2025, relativa a opere realizzate su un'area sita nel territorio comunale. Il diniego era stato motivato dalla natura endoprocessuale del documento, dal fatto che il suo contenuto sarebbe stato trasfuso nell'ordinanza di demolizione e dalla riconducibilità del sopralluogo ad accertamenti concernenti reati urbanistici, asseritamente coperti dal segreto. Sono state dedotte la violazione degli artt. 22 e 24 della legge n. 241/1990 e dell'art. 24 Cost.
La decisione
Nel corso del giudizio il Comune, con provvedimento del 25 novembre 2025, ha riesaminato il diniego e ha comunicato alla ricorrente la possibilità di visionare e, eventualmente, ottenere copia della documentazione richiesta entro trenta giorni. Il TAR ha ritenuto che tale sopravvenuta determinazione assicurasse la piena e irretrattabile soddisfazione della pretesa ostensiva, facendo venir meno i presupposti per la prosecuzione del giudizio. Ha pertanto dichiarato cessata la materia del contendere, compensando le spese in ragione dell'esito della controversia.
Norme richiamate
artt. 22 e 24 l. 241/1990
Sono le disposizioni invocate dalla ricorrente a fondamento del diritto di accesso e contestate in relazione al diniego; la sentenza non esamina nel merito la loro applicazione perché l'accesso è stato successivamente consentito.
art. 24 Cost.
È stato invocato dalla ricorrente quale parametro a tutela del diritto di accesso e della difesa; la sentenza non ne svolge un esame autonomo per la sopravvenuta soddisfazione della pretesa.
Massime di principio
- Nel giudizio amministrativo in materia di accesso, la sopravvenuta adozione da parte dell'amministrazione di un provvedimento che consenta integralmente la visione e l'eventuale estrazione di copia dei documenti richiesti determina la cessazione della materia del contendere, se realizza la piena e irretrattabile soddisfazione della pretesa ostensiva.
- La cessazione della materia del contendere presuppone un accertamento sostanziale della pretesa azionata e la verifica che la successiva attività amministrativa abbia soddisfatto integralmente l'interesse fatto valere in giudizio.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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