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Sentenza

Sentenza n. 11561/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento - del provvedimento della Provincia Autonoma di Trento, Dipartimento Salute e Politiche sociali, determinazione del dirigente prot. 2022-D337-00238 del 14 dicembre 2022, recante “Definizione dell'elenco delle aziende fornitrici di dispositivi medici e attribuzione degli importi da queste dovuti per il ripiano del superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici della Provincia autonoma di Trento per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, ai sensi del comma 9 bis dell'articolo 9 ter del decreto legge 19 giugno 2015, n.78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, e successivamente modificato al comma 8 dall'articolo 1, comma 557, della legge 30 dicembre 2018, n. 145”, e relativo allegato A; - della nota della Provincia Autonoma di Trento, Dipartimento Salute e Politiche sociali, prot. 0804588 del 23 novembre 2022, avente ad oggetto “Procedimento di ripiano per il superamento del tetto di spesa per i dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 di cui all’articolo 9 ter, comma 9 bis del d.l. n. 78 del 2015 -Informazioni e pubblicazione documenti inerenti il procedimento”; - di tutti gli atti e provvedimenti presupposti, connessi e consequenziali a quelli impugnati, ivi inclusi la deliberazione dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari della Provincia Autonoma di Trento n. 499 del 19 settembre 2019 di ricognizione della spesa per dispositivi medici degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018 e di approvazione degli elenchi analitici riepilogativi, così come richiesti e successivamente trasmessi al Ministero della Salute, e dei modelli economici CE 999 degli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, pubblicati sul sito internet della Provincia Autonoma di Trento in data 23 novembre 2023; - della nota del Ministero della Salute del 5 agosto 2022 ad oggetto “Nota esplicativa ripiano dispositivi medici anni 2015 -2018 in attuazione dell’articolo 9 ter del decreto-legge 19 giugno 2015 n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, come modificato al comma 8 dell’articolo 1, comma 557, della legge 30 dicembre 2018, n. 145”; - del decreto del Ministro della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 6 luglio 2022, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 settembre 2022, che certifica il superamento del tetto di spesa dei dispositivi medici a livello nazionale e regionale per gli anni 2015, 2016, 2017 e 2018; - del decreto del 6 ottobre 2022 del Ministero della Salute pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 ottobre 2022, Serie Generale, n. 251 di “Adozione delle linee guida propedeutiche all'emanazione dei provvedimenti regionali e provinciali in tema di ripiano del superamento del tetto dei dispositivi medici per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018”; - dell’accordo Rep. Atti n. 181/CSR del 7 novembre 2019 sottoscritto tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano sulla proposta del Ministero della Salute di attuazione dell’art. 9-ter, del d.l. 19 giugno 2015, n. 78, convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2015, n. 125, di “Individuazione dei criteri di definizione del tetto di spesa regionale per l’acquisto di dispositivi medici e di modalità di ripiano per gli anni 2015-2016-2017 e 2018”; - della circolare del Ministero della Salute prot. n. 22413 del 29 luglio 2019, recante “Indicazioni operative per l’applicazione delle disposizioni previste dall’articolo 9-ter, commi 8 e 9, del decreto-legge 18 giugno 2015, n. 78, come modificato dall’articolo 1, comma 557 della legge 30 dicembre 2018, n. 145”; - del decreto del Ministro della Salute del 15 giugno 2012, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, recante “Nuovi modelli di rilevazione economica «Conto economico» (CE) e «Stato patrimoniale» (SP) delle aziende del Servizio sanitario nazionale”; - dell’intesa raggiunta dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome in data 14 settembre 2022, nonché quella sancita dalla Conferenza Permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano nella seduta del 28 settembre 2022; - di ogni altro provvedimento, atto o documento, presupposto, istruttorio, connesso e/o inerente ai procedimenti di assegnazione degli obblighi di ripiano determinati a carico della ricorrente in relazione alla spesa dei dispositivi medici per gli anni 2015 – 2018, nonchè per la condanna dell’amministrazione al risarcimento del danno ingiusto subito dalla ricorrente.

Giustizia amministrativa202305221

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimenti statali e della Provincia Autonoma di Trento di certificazione del superamento del tetto di spesa per dispositivi medici e di determinazione della quota di ripiano a carico della società per gli anni 2015-2018

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazioni pubbliche)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società, fornitrice di dispositivi medici a strutture sanitarie pubbliche negli anni 2015-2018, ha impugnato il decreto ministeriale del 6 luglio 2022, il decreto ministeriale del 6 ottobre 2022, la determinazione della Provincia Autonoma di Trento del 14 dicembre 2022 e gli ulteriori atti presupposti e connessi relativi al meccanismo di payback sui dispositivi medici. Ha dedotto, tra l’altro, violazione della legge n. 241/1990, del giusto procedimento, del contraddittorio, della trasparenza e del diritto di difesa; difetto di istruttoria e di motivazione; indeterminatezza ed erroneità dei calcoli; violazione del d.lgs. n. 68/2011 e del d.l. n. 78/2015; disparità di trattamento; illegittima fissazione dei tetti di spesa, anche retroattiva; irragionevolezza, illogicità, sproporzione e ingiustizia manifesta; lesione del legittimo affidamento, della certezza del diritto, della remuneratività delle prestazioni e dei principi di correttezza e buona fede. Ha inoltre prospettato l’illegittimità costituzionale e la contrarietà al diritto dell’Unione europea della disciplina legislativa del payback, chiedendo eventualmente il rinvio alla Corte costituzionale o alla Corte di giustizia dell’Unione europea, nonché il risarcimento del danno. Nel corso del giudizio la società ha documentato il pagamento dell’importo ridotto previsto dal meccanismo agevolato introdotto dall’art. 7 del d.l. n. 95/2025 e ha dichiarato il venir meno del proprio interesse alla decisione di merito, chiedendo la cessazione della materia del contendere.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a. Il pagamento dell’importo ridotto e la dichiarazione di adesione al meccanismo agevolato hanno inciso sull’interesse della società alla decisione, determinando una pronuncia meramente processuale senza esame dei motivi di illegittimità, delle questioni costituzionali o dei profili di compatibilità con il diritto dell’Unione europea. Il Collegio ha escluso, invece, la cessazione della materia del contendere, poiché non risultava agli atti che l’amministrazione locale avesse accertato l’effettivo versamento degli importi nella misura ridotta prevista dall’art. 7 del d.l. n. 95/2025. Le spese di lite sono state integralmente compensate per giusti motivi, in considerazione delle ragioni della definizione della controversia.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 7, commi 1 e 1-bis, d.l. 30 giugno 2025, n. 95

    Il meccanismo agevolato di definizione della posizione debitoria mediante pagamento dell’importo ridotto ha determinato, secondo il giudice, il venir meno dell’interesse alla decisione di merito; la mancata attestazione amministrativa dell’effettivo versamento ha impedito la declaratoria di cessazione della materia del contendere.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il Collegio ha dato avviso alle parti dei possibili profili di improcedibilità derivanti dalla mancata attestazione dell’effettivo pagamento da parte dell’amministrazione locale.

  • art. 30 giugno 2025, n. 95

    Il decreto-legge, come convertito, è richiamato quale fonte del meccanismo di risoluzione agevolata delle controversie relative al payback sui dispositivi medici.

Massime di principio

  • L’adesione del ricorrente a un meccanismo normativo sopravvenuto di definizione agevolata della propria posizione e la dichiarazione del venir meno dell’interesse alla decisione possono determinare l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, senza esame delle censure di merito.
  • La cessazione della materia del contendere richiede che sia dimostrata l’integrale soddisfazione della pretesa sostanziale o comunque la definitiva eliminazione dell’utilità perseguita con il giudizio; la sola allegazione del pagamento o dell’adesione a un meccanismo agevolato, in assenza dell’accertamento dell’effettivo versamento richiesto dalla disciplina applicabile, non è sufficiente.
  • Quando la sopravvenienza incide soltanto sull’interesse processuale alla decisione, ma non consente di ritenere definitivamente composta la controversia sul piano sostanziale, la pronuncia corretta è l’improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse e non la cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieFarmaci e dispositiviEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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