Cassazione Penale, Sentenza n. 3716/2022 del 02/02/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Due motivi principali: (1) incompetenza territoriale: la difesa aveva eccepito che i reati tributari si erano consumati nel luogo di invio telematico degli F24 (Andria/Trani) e quindi la competenza sarebbe dovuta spettare all'Autorità giudiziaria di Trani; il Tribunale del riesame aveva invece ritenuto applicabile la regola della connessione con il reato associativo più grave, individuando la competenza a Napoli. (2) sequestro di beni rientranti nella massa fallimentare: il curatore deduceva che, dopo la dichiarazione di fallimento, i beni dell'attivo fallimentare non sono soggetti a sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 12-bis d.lgs. 74/2000), salvo diverse tesi giurisprudenziali; chiedeva anche la rimessione alle Sezioni Unite per presunto contrasto giurisprudenziale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso: ha dichiarato il primo motivo inammissibile per manifesta infondatezza, ritenendo che la competenza territoriale vada determinata anche in base alla connessione con il reato associativo (reato più grave commesso a Pozzuoli) e quindi la competenza per territorio spettava all'autorità giudiziaria napoletana. Sul secondo motivo la Corte ha ritenuto infondato il rilievo del curatore: ha confermato l'orientamento che ammette il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto dei reati tributari anche su beni compresi nell'attivo fallimentare, salvo che i beni appartengano a persone estranee al reato o che terzi abbiano acquisito diritti in buona fede; ha altresì precisato che le norme definitorie del d.lgs. n. 14/2019 possono essere utilizzate come sussidio interpretativo nonostante la differita entrata in vigore. Non è stata disposta la rimessione alle Sezioni Unite.
Norme richiamate
art. 8 cod. proc. pen.
Norma richiamata in tema di competenza per territorio per singolo reato; applicata nei limiti in cui non prevale la regola della connessione con reato più grave
art. 18 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Disciplina la competenza per territorio per reati tributari quando si tratta di singolo reato tributario; la Corte chiarisce che trova applicazione solo in caso di contestazione di un singolo reato tributario
art. 10-quater d.lgs. n. 74 del 2000
Tipo di reato tributario contestato (indebita compensazione tramite modello F24); la valutazione del luogo di consumazione può essere rilevante ma può essere superata dalla connessione con reati più gravi
art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000
comma 1 citato in motivazione
Stabilisce l'obbligatorietà della confisca del profitto o del prezzo del reato salvo che il bene appartenga a persona estranea al reato; la Corte interpreta la norma come compatibile con il sequestro preventivo anche su beni dell'attivo fallimentare, salvo l'esistenza di diritti di terzi in buona fede
art. 321 cod. proc. pen.
Consente il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la Corte conferma la possibilità di adottare tale sequestro anche con riferimento a beni già vincolati da procedura concorsuale, nei limiti indicati
art. 12 cod. proc. pen.
comma 1, lett. a) richiamato
Regola la connessione tra reati e la determinazione della competenza in base al reato più grave; la Corte usa la connessione per giustificare la competenza di Napoli
art. 416 cod. pen.
Reato associativo contestato come più grave rispetto al reato tributario; la sua contestazione ha determinato la competenza del giudice del luogo di commissione del reato associativo
art. 16 cod. proc. pen.
Richiamato per la soluzione del caso in cui vi sia pari gravità tra reati, applicabile se i reati sono di pari gravità rispetto alla competenza territoriale
d.lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 (codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza)
artt. 317 e 320 citati in motivazione
Norme con entrata differita ma valutate come norme definitorie/utilizzabili come sussidio interpretativo: riconoscono prevalenza di talune misure cautelari reali sulle procedure concorsuali e legittimano il curatore ad impugnare, e servono come supporto logico-sistematico alle interpretazioni delle norme vigenti
d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (codice antimafia), artt. 63-64
Richiamati per analogia: prevedono la prevalenza del sequestro di prevenzione rispetto alle procedure concorsuali e offrono strumenti per la tutela parziale dei creditori in buona fede
L. 17 ottobre 2017, n. 161
Modifiche al codice antimafia richiamate a supporto dell'orientamento circa la prevalenza di misure ablative rispetto alle procedure concorsuali
L. 8 giugno 2001, n. 231
Richiamata genericamente per ricordare che l'ente societario può essere sanzionato anche dopo il fallimento; la sopravvivenza dell'ente non esclude la possibilità di applicare misure ablative
Massime di principio
- Se reati tributari sono connessi a reati comuni più gravi, la competenza territoriale può seguire il reato più grave (art. 12 c.p.p.); dunque verificare sempre la connessione e la gravità relativa dei reati prima di eccepire incompetenza territoriale
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca del profitto o del prezzo di reato (art. 12-bis d.lgs. 74/2000, art. 321 c.p.p.) può essere disposto anche su beni compresi nell'attivo fallimentare, salvo che tali beni appartengano a persone estranee al reato o spettino a terzi che hanno acquisito diritti in buona fede: il giudice deve quindi accertare con precisione l'esistenza e l'entità dei diritti dei terzi
- La legittimazione del curatore a impugnare i provvedimenti cautelari non implica automaticamente la preclusione dell'applicabilità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca; la valutazione è sostanziale e deve contemperare esigenze concorsuali e finalità punitive
- Norme 'definitorie' di leggi a vigenza differita (per es. d.lgs. n. 14/2019) possono essere usate come ausilio interpretativo per chiarire il rapporto tra sequestro penale e procedure concorsuali, ma non per anticipare riti o procedure non ancora entrati in vigore
- La richiesta di rimessione alle Sezioni Unite è discrezionale: la presenza di un contrasto giurisprudenziale non obbliga automaticamente la Sezione semplice a rimandare la questione, che valuterà la necessità di una pronuncia di unità di indirizzo
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