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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31914/2023 del 24/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto negativo di competenza in materia esecutiva relativo a istanza promossa nell'interesse di Michele Frattollino/Frattolino (sospensione dell'ordine di esecuzione e restituzione dell'atto entro i termini per impugnare o, in subordine, nomina di curatore speciale per proporre rescissione del giudicato). Il contrasto verteva su quale fosse il giudice dell'esecuzione competente: il Tribunale di Ferrara sosteneva di essere competente perché aveva emesso la sentenza di condanna divenuta irrevocabile per ultima; Tribunale di Ascoli Piceno e Tribunale di Macerata avevano in vari momenti ritenuto di non essere competenti, richiamando problematiche identitarie derivanti da inesattezze nel casellario giudiziale (cognome Frattollino vs Frattolino) e allegando riscontri presso l'Ufficiale dello Stato Civile.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente un conflitto negativo di competenza e ha attribuito la competenza, quale giudice dell'esecuzione, al Tribunale di Ferrara, ordinando la trasmissione degli atti a quest'ultimo. La decisione si fonda sul criterio temporale della sentenza divenuta irrevocabile per ultima (sentenza di condanna del Tribunale di Ferrara del 15/01/2020, irrevocabile il 03/07/2020, rispetto ad altre pronunce prive di efficacia esecutiva), e sulla valutazione che le discrepanze nel casellario giudiziale (errato cognome Frattolino) non escludono l'applicabilità della sentenza di Ferrara, essendo risultata dalle informazioni dell'Ufficiale dello Stato Civile che il soggetto anagrafico corretto è Michele Frattollino nato il 12/07/1983 e che non risulta alcun Michele Frattolino con gli stessi dati.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    La norma disciplina la risoluzione del conflitto di competenza fra giudici, permettendo alla Corte di decidere nei casi di conflitto negativo; qui è stata applicata per dichiarare quale tribunale sia giudice dell'esecuzione.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma che ha consentito la trattazione scritta del procedimento; la Corte ha disposto la trattazione scritta ai sensi di tale disposizione per la decisione sul conflitto.

Massime di principio

  • In materia esecutiva il giudice dell'esecuzione è, di regola, il tribunale che ha emesso l'ultimo provvedimento divenuto irrevocabile che produce effetti esecutivi; tale criterio temporale è decisivo per la determinazione della competenza.
  • Errori o inesattezze nel casellario giudiziale (es. cognomi errati) non risolvono automaticamente il problema di competenza: occorre accertare l'identità anagrafica tramite atti dello stato civile e, se necessario, una pronuncia formale che unifichi i certificati o rettifichi le iscrizioni.
  • Quando più giudici si rifiutano contemporaneamente di pronunciarsi (conflitto negativo), la procedura per la declaratoria di competenza è regolata dall'art. 28 c.p.p. e la risoluzione spetta alla Corte competente a decidere il conflitto.
  • Produrre documentazione anagrafica aggiornata e certificazioni ufficiali (stato civile) è fondamentale per risolvere contestazioni di identità che incidono sulla competenza e sull'efficacia esecutiva delle sentenze.
  • La trattazione scritta del conflitto, ove prevista dalla normativa speciale, può essere utilizzata per accelerare la decisione e consentire alla Corte di valutare i profili di fatto e di diritto sulla base degli atti trasmessi.

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