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Sentenza

Sentenza n. 2005/2026 - Firenze, Sezione 4

Giustizia amministrativa202201263

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Toscana, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Atti comunali di differimento della scadenza delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2023 e al 30 settembre 2027, di rideterminazione dei termini di scadenza e di avvio del procedimento per la pubblicazione dei bandi di gara

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (enti pubblici)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società titolare di concessioni demaniali marittime a fini turistico-ricreativi ha impugnato gli atti comunali che avevano rideterminato e differito i termini di scadenza delle concessioni e avviato il procedimento per la pubblicazione dei bandi. Ha sostenuto che il rapporto concessorio, sorto prima del 7 dicembre 2000 e di durata pluriennale indefinita, non fosse assoggettato ai principi europei di trasparenza e concorrenza, alla direttiva 2006/123/CE, alla disciplina sopravvenuta dell’art. 3 l. 118/2022 e ai principi enunciati dall’Adunanza plenaria. Ha chiesto la disapplicazione della normativa nazionale ritenuta incompatibile con gli artt. 49, 56 e 63 TFUE e con l’art. 17 della Carta dei diritti fondamentali dell’UE, nonché l’accertamento del diritto al rilascio di titoli concessori con rinnovo senza soluzione di continuità. Ha inoltre richiesto rinvii pregiudiziali alla Corte di giustizia e rimessioni alla Corte costituzionale. Con motivi aggiunti ha contestato gli atti del 2023-2025 relativi alle scadenze, inclusi quelli adottati dopo le modifiche normative del 2024 e l’avvio delle procedure di gara.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili il ricorso introduttivo e tutti i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse, rilevando che la stessa ricorrente aveva dichiarato venuto meno l’interesse alla decisione e che il Comune ne aveva preso atto. Non sono state quindi esaminate nel merito le censure, le domande di accertamento e rilascio dei titoli, né le richieste di rinvio pregiudiziale o di rimessione alla Corte costituzionale. Le spese sono state compensate, in ragione della complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale della materia.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Considerato che, alla luce di quanto rappresentato congiuntamente dalle parti, è venuto meno l’interesse alla decisione della causa, con l’effetto che può essere dichiarata la sopravvenuta improcedibilità, ritenendo il Collegio che le spese di giudizio possano essere compensate, stante la complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato la materia;

    La sopravvenuta cessazione dell’interesse alla decisione determina l’improcedibilità del ricorso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Considerato che, alla luce di quanto rappresentato congiuntamente dalle parti, è venuto meno l’interesse alla decisione della causa, con l’effetto che può essere dichiarata la sopravvenuta improcedibilità, ritenendo il Collegio che le spese di giudizio possano essere compensate, stante la complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale che ha caratterizzato la materia;

    La norma è richiamata nel quadro processuale della decisione di improcedibilità; il giudice ha compensato le spese considerando la complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale.

Massime di principio

  • Il venir meno sopravvenuto dell’interesse alla decisione, riconosciuto dalla parte ricorrente e preso in atto dalla parte resistente, comporta la dichiarazione di improcedibilità del ricorso e dei motivi aggiunti.
  • La complessa evoluzione normativa e giurisprudenziale della materia può giustificare la compensazione delle spese di giudizio.

Come è indicizzato

MaterieConcessioni demaniali marittimeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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