Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22305/2023 del 23/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza negativo originato da due provvedimenti contrastanti: il GUP di Napoli, con ordinanza del 7/9/2022, si era dichiarato territorialmente incompetente a giudicare per l'omicidio di Pasquale Santagata (commesso a Castel Volturno il 22/7/1988) e aveva trasmesso gli atti alla Procura di Santa Maria Capua Vetere; il GIP di Santa Maria Capua Vetere, con ordinanza del 21/9/2022, si era dichiarato funzionalmente incompetente in relazione alla richiesta di custodia cautelare nei confronti di Vincenzo Cantiello, sollevando conflitto negativo ex art. 28 c.p.p. perché risultava contestata a Cantiello l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. (novella dell'art. 7 d.l. 13/5/1991, n. 152), sicché la competenza funzionale sarebbe spettata al Giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Napoli. La questione principale riguardava se l'aggravante mafiosa potesse essere contestata anche a fini processuali in relazione a reato commesso anteriormente all'entrata in vigore della norma, al fine di radicare la competenza funzionale al distretto competente.

La decisione

La Corte ha dichiarato sussistente il conflitto di competenza negativo e ha attribuito la competenza al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli, ordinando la trasmissione degli atti a quest'ultimo. La Corte ha ritenuto legittima la contestazione, a fini processuali, dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. anche per reati commessi prima dell'entrata in vigore della norma e ha richiamato la giurisprudenza consolidata che ammette tale contestazione per assicurare la centralizzazione delle indagini distrettuali sui reati di criminalità organizzata e per l'applicazione dei criteri dell'art. 51, comma 3-bis, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Disciplina la procedura per la risoluzione dei conflitti di competenza; la norma è stata richiamata per giustificare l'intervento della Corte nella situazione di stasi processuale determinata da due provvedimenti contraddittori

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    Aggravante di matrice mafiosa (novellata dall'art. 7 d.l. n.152/1991): la Corte ha accettato che tale aggravante sia contestata anche a fini esclusivamente processuali per radicare la competenza funzionale al distretto competente

  • art. 7 d.l. 13 maggio 1991, n. 152, convertito dalla legge 12 luglio 1991, n. 203

    Norma che originariamente ha introdotto l'aggravante di stampo mafioso; richiamata nella sua funzione storica e interpretativa rispetto all'art. 416-bis.1 c.p.

  • art. 27 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal GUP di Napoli nei provvedimenti di trasmissione degli atti anche ai fini di eventuali provvedimenti cautelari; rilevanza procedurale nella gestione degli atti trasmessi

  • art. 51, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Rilevante ai fini della valutazione dei criteri per l'applicazione delle misure cautelari; la Corte sottolinea l'importanza di considerare la natura del delitto e la sua strumentalità rispetto alle finalità dell'organizzazione mafiosa, anche quando l'aggravante non sia materialmente applicabile

Massime di principio

  • Il conflitto di competenza negativo sorge quando due organi giurisdizionali rifiutano contemporaneamente la cognizione della stessa questione: in tal caso la risoluzione spetta alla Corte (art. 28 c.p.p.).
  • La contestazione, a fini esclusivamente processuali, dell'aggravante mafiosa prevista dall'art. 416-bis.1 c.p. è consentita anche con riferimento a reati commessi anteriormente all'entrata in vigore della norma, se ciò è necessario per radicare la competenza funzionale al distretto competente.
  • La rimessione della competenza al Giudice per le indagini preliminari del distretto cui compete la trattazione dei reati di criminalità organizzata risponde all'esigenza di centralizzare le indagini e sfruttare l'esperienza dei pubblici ministeri distrettuali nelle materie mafiose.
  • Nel valutare richieste cautelari in casi di presunta attività di criminalità organizzata, il giudice deve considerare la natura del reato e la sua eventuale strumentalità rispetto alle finalità dell'organizzazione, anche indipendentemente dall'effettiva applicabilità dell'aggravante.
  • In presenza di contrasti tra competenze territoriali e funzionali, la giurisprudenza di legittimità autorizza strumenti processuali che mirino a garantire la continuità e l'efficacia dell'azione penale nei confronti della criminalità organizzata.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.