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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40411/2022 del 26/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti chiedevano la revocazione del decreto di confisca (decreto n. 23/2020 della Corte d'appello di Catanzaro) sostenendo che la sentenza irrevocabile della Corte d'appello di Catanzaro n. 334/2016, che aveva disposto la restituzione ai sensi dell'art. 12-sexies del d.l. n. 306/1992 per assenza di sproporzione tra entrate e uscite, costituiva una "prova nuova" rilevante ai fini della revocazione ex art. 28 d.lgs. n. 159/2011. Hanno inoltre dedotto vizi formali (assegnazione del procedimento ad una Sezione diversa dal Collegio per le misure di prevenzione) e censurato la ritenuta tardività della richiesta di revocazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto infondato il motivo sull'assegnazione del procedimento (anche una violazione delle regole organizzative non comporta di per sé nullità, salvo stravolgimento delle garanzie essenziali). Ha precisato che il concetto di "prova nuova" riguarda fatti nuovi (art. 187 c.p.p.) e non valutazioni giurisdizionali preesistenti: la sentenza n. 334/2016 concerne valutazioni e non nuovi fatti; inoltre la questione era già stata affrontata nel procedimento di prevenzione con supplemento istruttorio e perizia. Ha altresì ritenuto corretta la determinazione del dies a quo per la tardività (collegato alla decisione della Cassazione del 26/11/2020 e non alla successiva pubblicazione della motivazione), con conseguente dichiarazione di inammissibilità. I ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (art. 28, comma 1, lett. a))

    art. 28, comma 1, lett. a)

    La nozione di "prove nuove decisive" è limitata a fatti nuovi e non comprende valutazioni o decisioni giurisdizionali preesistenti anche se scoperte successivamente

  • d.l. n. 306/1992 (art. 12-sexies)

    La sentenza penale definitiva che dispone restituzione per assenza di sproporzione può impedire la confisca in sede di prevenzione solo se attiene agli stessi accertamenti di fatto; tuttavia la finalità è di valutazione e non di generare automaticamente una "prova nuova"

  • codice di procedura penale (art. 187)

    Il concetto di prova attiene alla dimostrazione di fatti; perciò il riferimento normativa rafforza la distinzione tra fatti nuovi e valutazioni giuridiche già svolte

  • codice di procedura penale (art. 33, comma 1)

    La nullità per incompetenza o per formazione del collegio è configurabile solo se vi è uno stravolgimento dei principi essenziali dell'ordinamento giudiziario, non per semplice inosservanza di regole organizzative

  • codice di procedura penale (art. 616)

    Prevede le conseguenze economiche per i ricorsi dichiarati inammissibili e la possibile condanna al versamento alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • La nozione di "prova nuova" per la revocazione riguarda fatti nuovi non già valutazioni o decisioni giurisdizionali preesistenti; una sentenza precedente che esprime una diversa valutazione non è di per sé "novum"
  • Una sentenza penale definitiva che dispone restituzione può ostare a misure di prevenzione solo se riguarda gli stessi accertamenti di fatto; in assenza di nuovi fatti resta possibile valutare diversamente nel procedimento di prevenzione
  • Vizi formali di assegnazione del procedimento all'organo giudicante non determinano automaticamente la nullità del provvedimento, salvo che non configurino uno stravolgimento delle garanzie fondamentali
  • Il termine per proporre la revocazione (dies a quo) deve essere calcolato con attenzione: rileva il momento conoscitivo di una decisione decisiva (anche una pronuncia della Cassazione), non necessariamente la data di deposito delle motivazioni
  • Se una questione è già stata oggetto di supplemento istruttorio e valutazione nel procedimento di prevenzione, la stessa non può essere riesaminata come "prova nuova" in sede di revocazione; occorrono elementi fattuali nuovi e non solo divergenze di valutazione

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