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Sentenza

Sentenza n. 13181/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, dell’ordinanza-OMISSIS-del 24 gennaio 2024, notificata in data 24 febbraio 2024, con la quale il Dirigente dell’Area Patrimonio ed Ambiente del Comune di Anzio ordinava ai ricorrenti di sgomberare da persone e cose l’immobile abusivo ivi descritto nel termine di 90 giorni dalla notifica.

Giustizia amministrativa202405593

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di sgombero dell'immobile abusivo acquisito al patrimonio comunale ai sensi dell'art. 31 d.P.R. 380/2001

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza con cui il Comune di Anzio aveva ordinato lo sgombero, entro novanta giorni dalla notificazione, di un immobile abusivo già acquisito al patrimonio comunale per inottemperanza a un ordine di demolizione. Con un unico motivo, hanno sostenuto che il Comune non avrebbe potuto esercitare autotutela possessoria o esecutiva, poiché l'immobile sarebbe rientrato tra i beni disponibili dell'ente; secondo i ricorrenti, l'amministrazione avrebbe dovuto agire davanti al giudice ordinario mediante azioni possessorie o rei vindicatio. La censura investiva inoltre, secondo quanto riferito in sentenza, la mancata verifica di prevalenti interessi pubblici ostativi alla demolizione ai sensi dell'art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rilevato che l'ordinanza di sgombero faceva seguito a un ordine di demolizione e all'accertamento dell'inottemperanza, atti non impugnati, in forza dei quali il Comune aveva trascritto l'acquisto dell'immobile al proprio patrimonio. Richiamando la giurisprudenza del Consiglio di Stato e del CGARS, il Collegio ha affermato che lo sgombero di un immobile abusivo acquisito al patrimonio comunale per inottemperanza all'ordine di demolizione è un provvedimento autoritativo, riconducibile ai poteri pubblicistici di repressione dell'abusivismo edilizio, e non una mera iniziativa possessoria relativa a un bene disponibile. L'ordinanza costituisce il terminale esecutivo degli atti di demolizione e acquisizione, dotati di esecutorietà in quanto espressione dei poteri di vigilanza e repressione urbanistico-edilizia. Pertanto il Comune poteva procedere mediante autotutela esecutiva senza ricorrere agli ordinari strumenti civilistici, e la censura è stata ritenuta infondata. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    acquisito al patrimonio del Comune di Anzio ai sensi dell’art. 31 del D.P.R. 380/2001

    L'acquisizione al patrimonio comunale conseguente all'inottemperanza all'ordine di demolizione costituisce il presupposto degli ulteriori atti repressivi ed esecutivi, incluso lo sgombero dell'immobile abusivo.

  • art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001

    esistenza di prevalenti interessi pubblici ostativi alla demolizione ex art. 31, comma 5, D.P.R. 380/2001

    La sentenza richiama la disposizione in relazione all'eventuale accertamento di prevalenti interessi pubblici ostativi alla demolizione, senza tuttavia ravvisare nella relativa censura un motivo idoneo a superare la legittimità dello sgombero, qualificato come terminale esecutivo degli atti precedenti non impugnati.

Massime di principio

  • Lo sgombero di un immobile abusivo acquisito al patrimonio comunale per inottemperanza a un ordine di demolizione ha natura provvedimentale e autoritativa, poiché costituisce esercizio dei poteri pubblicistici di repressione dell'abusivismo edilizio.
  • Quando l'immobile abusivo sia stato acquisito al patrimonio comunale in esito a un ordine di demolizione e al successivo accertamento dell'inottemperanza, l'ordinanza di sgombero costituisce il terminale esecutivo di tali provvedimenti e può essere adottata mediante autotutela esecutiva.
  • La controversia relativa all'ordinanza di sgombero di un immobile abusivo acquisito al patrimonio comunale appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo, in quanto l'atto è espressione di poteri pubblicistici e non di una mera tutela possessoria o proprietaria civilistica.
  • L'amministrazione comunale non è tenuta a ricorrere alle azioni possessorie o alla rei vindicatio davanti al giudice ordinario per sgomberare un immobile abusivo acquisito al proprio patrimonio nell'ambito della repressione urbanistico-edilizia.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniGiurisdizione e riparto
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietàRiparto di giurisdizione

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