Cassazione Civile, Ordinanza n. 13657/2026 del 11/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (contribuente)
La controversia
La controversia nasce dal diniego opposto da un Comune a una richiesta di rimborso dell'IMU versata per l'anno 2016. Il contribuente aveva impugnato il diniego e ottenuto accoglimento in primo grado e in appello, sul presupposto che la disciplina dell'abitazione principale fosse stata parzialmente dichiarata incostituzionale dalla Corte costituzionale con la sentenza n. 209/2022, in quanto il requisito del nucleo familiare con residenza anagrafica nello stesso immobile non poteva più essere opposto per negare l'agevolazione. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione con cinque motivi: con i primi due ha sostenuto che, nonostante la declaratoria di illegittimità costituzionale, non esisterebbe diritto al rimborso quando l'imposta era stata versata in base alla normativa vigente ratione temporis e l'avviso di accertamento era divenuto definitivo, perché il rapporto tributario sarebbe ormai esaurito; con il terzo e il quinto motivo ha contestato che il giudice d'appello avesse ampliato indebitamente l'oggetto del giudizio a un diniego di autotutela e avesse ritenuto sussistenti ragioni di interesse generale tali da imporre o comunque giustificare l'autotutela; con il quarto motivo ha dedotto motivazione apparente della sentenza d'appello.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondati i motivi, richiamando la propria giurisprudenza secondo cui, in materia di rimborsi d'imposta, il rapporto tributario si consolida ed è esaurito solo alla scadenza del termine per presentare la domanda di rimborso o quando intervengano preclusioni definitive come giudicato, prescrizione o decadenza. Poiché il contribuente aveva presentato tempestivamente l'istanza di rimborso, la sopravvenuta declaratoria di illegittimità costituzionale poteva incidere sul rapporto e non escludeva il diritto al rimborso. La Corte ha inoltre escluso che il giudice d'appello avesse affermato un obbligo generalizzato di autotutela o che la motivazione fosse meramente apparente. È stata anche disposta la condanna del ricorrente al pagamento di Euro 3.000 ai sensi dell'art. 96, comma 4, c.p.c., oltre agli effetti sul contributo unificato.
Norme richiamate
art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.
viene richiamato come parametro del vizio di violazione di legge dedotto con i motivi di ricorso
art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c.
viene richiamato come parametro del vizio di nullità della sentenza e di motivazione apparente dedotto dal ricorrente
art. 1, comma 164, L. n. 296/2006
richiamato dal ricorrente in tema di rimborso di imposte e termini per la relativa istanza
art. 2033 c.c.
richiamato dal ricorrente nel sostenere l'insussistenza del diritto alla ripetizione dell'indebito in presenza di rapporto esaurito
art. 136 Cost.
richiamato dal ricorrente in relazione agli effetti della declaratoria di illegittimità costituzionale
art. 13, comma 2, d.l. n. 201/2011
"per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente"
la Corte ricorda che la Corte costituzionale n. 209/2022 ha dichiarato parzialmente illegittimo il testo nella parte in cui subordinava l'agevolazione al requisito del nucleo familiare, sostituendolo con il solo possessore
art. 13, comma 2, d.l. n. 201/2011
norma fiscale oggetto della declaratoria di illegittimità costituzionale richiamata a fondamento della domanda di rimborso
art. 380-bis c.p.c.
richiamato per la proposta di definizione anticipata e per la trattazione camerale
art. 380-bis.1 c.p.c.
richiamato in relazione alla decisione collegiale dopo opposizione alla proposta di definizione accelerata
art. 99 c.p.c.
richiamato dal ricorrente nel motivo di nullità per asserita violazione del principio dispositivo
art. 112 c.p.c.
richiamato dal ricorrente nel motivo di nullità per asserita ultrapetizione o extrapetizione
art. 18, comma 2, lett. d), d.lgs. n. 546/1992
richiamato dal ricorrente nel motivo di nullità relativo all'oggetto del giudizio tributario
art. 81 Cost.
richiamato dal ricorrente nel contestare l'affermazione di un interesse generale idoneo a fondare l'autotutela
art. 2-quater d.l. n. 564/1994
richiamato dal ricorrente con riferimento ai poteri di autotutela dell'amministrazione finanziaria, ratione temporis
D.M. n. 37/1997
richiamato dal ricorrente in tema di autotutela tributaria, ratione temporis
art. 77 d.P.R. n. 602/1973
richiamato nel precedente evocato dalla Corte d'appello in materia di iscrizione ipotecaria divenuta definitiva
art. 96, quarto comma, c.p.c.
applicato per la condanna del ricorrente al pagamento della somma di Euro 3.000 in favore della cassa delle ammende
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002
richiamato per l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato in caso di rigetto/inammissibilità
Corte cost., sent. n. 209/2022
ha inciso sulla definizione di abitazione principale, eliminando il riferimento al nucleo familiare come requisito autonomo
Cass. n. 26555/2020
richiamata per il principio secondo cui il consolidamento del rapporto di dare e avere si determina solo alla scadenza del termine per chiedere il rimborso
Cass. n. 8747/2021
richiamata per il principio del diritto al rimborso in caso di sopravvenuta agevolazione o esenzione, se l'istanza è tempestiva
Cass. n. 2822/2012
richiamata a conferma del principio sul rapporto non esaurito quando l'istanza di rimborso sia tempestiva
Cass. n. 4842/2024
richiamata come ulteriore conferma della giurisprudenza sul rimborso per norme sopravvenute
Cass. n. 21838/2021
richiamata come ulteriore conferma della giurisprudenza sul rimborso per norme sopravvenute
Cass., Sez. U., n. 16159/2018
richiamata per definire la motivazione apparente come vizio della sentenza solo quando non renda percepibile il fondamento della decisione
Cass., Sez. U., n. 22232/2016
richiamata per il medesimo principio sulla motivazione apparente
Cass. n. 21590/2024
richiamata per il principio sulla sindacabilità del diniego di autotutela in presenza di ragioni di rilevante interesse generale
Massime di principio
- In materia di rimborso di imposte, il rapporto tributario non deve considerarsi esaurito per il solo fatto che il tributo sia stato versato in base alla disciplina vigente e che l'atto impositivo sia divenuto definitivo; il consolidamento si verifica solo quando sia scaduto il termine per proporre l'istanza di rimborso o quando intervengano preclusioni irretrattabili come giudicato, prescrizione o decadenza.
- Se il contribuente presenta tempestivamente istanza di rimborso, può ottenere la restituzione dell'imposta anche quando sopravvenga, con efficacia retroattiva, una declaratoria di illegittimità costituzionale o una disciplina più favorevole che incida sul presupposto impositivo.
- La declaratoria di illegittimità costituzionale di una norma tributaria non impone automaticamente all'amministrazione un obbligo generalizzato di autotutela sugli atti definitivi, ma può costituire una ragione di interesse generale idonea a giustificare la rimozione dell'atto nei limiti in cui ciò sia dedotto e scrutinato nel caso concreto.
- La motivazione è apparente solo quando, pur esistendo graficamente, non consenta di percepire il percorso logico-giuridico seguito dal giudice; non sussiste nullità se la decisione espone in modo intelligibile la ratio decidendi.
- In sede di legittimità, la censura di violazione di legge o di nullità della sentenza non può essere accolta quando si risolva in una mera richiesta di rivalutazione del merito o quando la giurisprudenza di legittimità consolidata confermi il principio applicato dal giudice di merito.
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