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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8107/2024 del 23/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Firenze del 29/08/2023 che aveva confermato il decreto di convalida del sequestro preventivo urgente (emesso il 16/08/2023) relativo all'area concessa alla Pegaso Srl. Il ricorrente deduceva: assenza del fumus commissi delicti rispetto alla contestazione principale (art. 681 c.p.) e contraddittorietà della motivazione, contestando la necessità di estendere il sequestro anche alla società concessionaria (Pegaso Srl) dato che parte dell'area era stata subconcessa alla Essepiemme Srls con divieto contrattuale di attività da discoteca; mancata dimostrazione del concorso della Pegaso Srl nel reato; illogicità nel non limitare il sequestro alle sole aree utilizzate per il ballo e alle attrezzature funzionali alla Essepiemme Srls; esposizione di motivi nuovi sulla inapplicabilità del concorso doloso/colposo e sulla carenza motivazionale in ordine al contributo concreto della Pegaso Srl.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente valutato le deduzioni difensive e fornito motivazione non apparente circa il fumus e il periculum che giustificavano il sequestro preventivo dell'intera consistenza immobiliare. La Corte ha richiamato i princìpi secondo cui, in sede cautelare, è sufficiente una valutazione sommaria del fumus che coinvolge anche l'elemento soggettivo salvo che la sua assenza emerga in modo manifesto; ha affermato che la qualifica di concessionaria della Pegaso Srl e l'impiego abusivo e pericoloso dell'area giustificavano il sequestro esteso, non essendo automaticamente decisiva la presenza di una subconcessione con clausole che vietano determinate attività e trasferiscono obblighi. La Corte ha inoltre precisato che l'organizzazione di spettacoli aperti al pubblico senza le previste autorizzazioni integra la contravvenzione di cui all'art. 681 c.p., anche quando la licenza è mancata o scaduta, e che la responsabilità può sussistere anche in termini di colpa. Conclusione: impugnazione infondata e ricorso rigettato.

Norme richiamate

  • art. 681 cod. pen.

    Contravvenzione per l'apertura o il mantenimento di luoghi di pubblico spettacolo senza osservare le prescrizioni a tutela dell'incolumità pubblica; configurabile anche in assenza, mancata richiesta o scadenza della licenza e perseguibile a titolo sia di dolo sia di colpa.

  • art. 110 cod. pen.

    Norma sul concorso di persone nel reato: la Corte valuta la sussumibilità degli atti e la possibile cooperazione/concorrente responsabilità anche in presenza di rapporti contrattuali fra concessionaria e subconcessionaria.

  • art. 81, secondo comma cod. pen.

    Recidiva o aggravanti applicate nella imputazione provvisoria; citata nella formulazione del capo di imputazione coordinato con l'art. 681.

  • artt. 68 e 80 R.D. 18 giugno 1931, n. 773

    Norme relative alle autorizzazioni e controlli di pubblica sicurezza per spettacoli e trattenimenti; rilevanti per l'accertamento dell'illiceità dell'apertura al pubblico senza prescrizioni o licenza.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limiti dell'impugnazione in Cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro: ammissibile solo per violazione di legge o per vizi motivazionali radicali, inclusi errores in iudicando o in procedendo.

  • art. 321, comma 1, cod. proc. pen.

    Presupposti per il sequestro preventivo: il Tribunale del riesame deve valutare fumus commissi delicti e periculum, e il sindacato in Cassazione riguarda la corretta applicazione di tali presupposti.

  • art. 113 cod. pen.

    Disciplina della partecipazione nel reato (concorso di persone); la Corte osserva che non può ricondursi automaticamente il caso a concorso colposo di reato doloso senza adeguata motivazione.

  • art. 43 cod. pen.

    Principio sulla imputazione soggettiva: la contravvenzione di cui all'art. 681 può essere realizzata sia con dolo sia con colpa; la responsabilità del concedente può fondarsi anche su negligenza nella vigilanza.

Massime di principio

  • In caso di sequestro preventivo, il giudice del riesame deve valutare il fumus e il periculum con una disamina puntuale degli elementi concreti; la Cassazione sindaca solo vizi di legge o motivazionali gravi.
  • La titolarità di una concessione su bene pubblico comporta responsabilità che non vengono automaticamente meno con la stipula di una subconcessione; il comportameno effettivo (uso abusivo o prosecuzione dell'attività nonostante inibizioni) può integrare il fumus anche a carico della concedente.
  • La contravvenzione per apertura di luogo di pubblico spettacolo senza prescrizioni (art. 681 c.p.) può configurarsi anche in assenza o scadenza della licenza e può essere valutata a titolo di dolo o di colpa; pertanto l'assenza di volontà dolosa non esclude sempre la responsabilità.
  • Le clausole contrattuali che vietano determinate attività o trasferiscono obblighi alla sublocataria non esonerano automaticamente il concedente dall'obbligo di vigilanza e dalle conseguenze cautelari se la situazione di pericolo persiste o è resa evidente dalle autorità.
  • In Cassazione l'impugnazione degli atti cautelari è ammissibile solo per violazione di legge o per motivazione radicalmente carente: le valutazioni sommative sul fumus e sul periculum, purché adeguatamente motivate, resistono al sindacato di legittimità.

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