Cassazione Penale, Sentenza n. 38255/2024 del 18/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna per cassazione sostenendo: 1) che la querela relativa al reato di furto tentato (capo A) sarebbe invalida perché proposta da soggetto privo di poteri di rappresentanza; analogamente, per il reato di furto consumato (capo B) la Corte non avrebbe rilevato l'assenza di querela; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per il diniego delle circostanze attenuanti generiche e dell'attenuante del danno di speciale tenuità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso parzialmente fondato. Ha ritenuto valida la querela relativa al capo A: il responsabile della sicurezza dell'esercizio commerciale è legittimato a proporre querela in quanto titolare della detenzione qualificata delle cose sottratte. Per il capo B, invece, ha accertato l'assenza della querela, con conseguente improcedibilità del reato; la sentenza relativa a quel capo è stata annullata senza rinvio. Per la restante parte il ricorso è stato dichiarato inammissibile. La causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte di appello di Palermo esclusivamente per la determinazione della pena sulla residua imputazione (capo A), essendo il reato ora dichiarato improcedibile stato ritenuto più grave in primo grado.
Norme richiamate
Giurisprudenza - Sez. 5, n. 3736 del 04/12/2018 (dep. 2019), Lafleur, Rv. 275342
La giurisprudenza riconosce che il responsabile della sicurezza dell'esercizio commerciale è legittimato a proporre querela per furto commesso nel supermercato in quanto titolare della detenzione qualificata delle cose sottratte; tale qualità rientra nel bene giuridico protetto dalla norma incriminatrice, giustificando la procedibilità.
Massime di principio
- Il responsabile della sicurezza o chi ha la detenzione qualificata delle cose in un esercizio commerciale può validamente proporre querela per furti avvenuti nell'esercizio anche se non dispone di formale procura o poteri di rappresentanza del proprietario.
- L'assenza della querela, quando la legge richiede la querela come condizione di procedibilità, determina l'improcedibilità del reato e l'annullamento della sentenza per quella imputazione; il giudice di legittimità annulla senza rinvio quando non è possibile proseguire per quella fattispecie.
- Quando viene annullata per improcedibilità una delle imputazioni che in primo grado era ritenuta più grave, può essere necessario il rinvio agli organi di merito per la riformulazione e la determinazione della pena sulla residua imputazione, perché la correlazione fra reati e la misura della pena può cambiare.
- Nelle impugnazioni è efficace e prioritario eccepire tempestivamente la mancanza della querela o l'assenza di legittimazione di chi l'ha proposta; è utile documentare preventivamente i poteri di rappresentanza o la titolarità della detenzione per evitare questioni di procedibilità.
- Le doglianze relative alla valutazione delle circostanze attenuanti possono essere assorbite o divenire irrilevanti se la pronuncia riguarda l'improcedibilità di una delle imputazioni o se la decisione modifica il quadro delinquenziale su cui era basata la determinazione della pena.
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