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Sentenza

Sentenza del 18/02/2015 n. 3198 - Corte di Cassazione

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Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L’Agenzia delle Entrate contestava la sentenza della CTR Emilia-Romagna, che aveva riconosciuto la deducibilità dei canoni di locazione e dei costi per servizi di segreteria pagati dal contribuente alla S. s.a.s. per gli anni d’imposta 2001 e 2002. Secondo l’Amministrazione, tali costi erano antieconomici e non congrui rispetto all’attività svolta; l’antieconomicità avrebbe costituito una presunzione grave, precisa e concordante dell’esistenza di redditi non dichiarati o di costi non deducibili. L’Agenzia sosteneva inoltre che la CTR avesse violato le norme in materia di accertamento, onere della prova, abuso del diritto e inerenza dei costi. La Corte ha esaminato anche la questione della corretta formulazione dei quesiti di diritto richiesti dall’art. 366-bis c.p.c.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate. I primi e il terzo motivo sono stati dichiarati inammissibili perché i quesiti di diritto erano formulati in modo generico e richiedevano una preventiva attività interpretativa della Corte. Il secondo motivo, relativo alla deducibilità dei costi e alla rilevanza della loro eventuale sproporzione rispetto al valore di mercato, è stato ritenuto infondato: per il lavoratore autonomo sono deducibili le spese effettivamente sostenute e inerenti all’attività, mentre l’eventuale antieconomicità non determina automaticamente l’indeducibilità del costo. Il quarto motivo, relativo a un presunto vizio di motivazione, è stato anch’esso respinto, poiché la motivazione della CTR non presentava lacune o incoerenze tali da impedire la comprensione del ragionamento decisorio. Sono state poste a carico dell’Agenzia le spese del giudizio, liquidate in 3.645 euro.

Norme richiamate

  • Art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c.

    requisito della esposizione sommaria dei fatti

    Il ricorso per cassazione è ammissibile quando consente alla Corte di comprendere in modo chiaro e completo i fatti della controversia e l’oggetto dell’impugnazione, senza dover consultare altri atti.

  • Art. 366-bis c.p.c.

    nei casi previsti dall'art. 360, comma 1, nn. 1), 2), 3) e 4), l'illustrazione di ciascun motivo si deve concludere, a pena di inammissibilità, con la formulazione di un quesito di diritto

    Nel regime temporale applicabile, il quesito di diritto doveva essere specifico, autosufficiente e formulato come sintesi della questione giuridica, senza richiedere alla Corte una ricostruzione interpretativa preliminare.

  • Art. 50 TUIR, nel testo applicabile ratione temporis

    il reddito derivante dall'esercizio di arti e professioni è costituito dalla differenza tra l'ammontare dei compensi ... e quello delle spese sostenute nel periodo stesso nell'esercizio dell'arte o della professione

    Per i lavoratori autonomi sono deducibili le spese effettivamente sostenute nell’esercizio dell’attività, purché presentino un rapporto di inerenza diretto e immediato con la professione esercitata.

  • Art. 8 del D.Lgs. n. 446/1997

    la base imponibile è determinata dalla differenza tra l'ammontare dei compensi percepiti e l'ammontare dei costi sostenuti inerenti alla attività esercitata

    Ai fini IRAP, la deduzione dei costi sostenuti dai professionisti richiede la loro inerenza all’attività esercitata.

  • Artt. 38 e 39 del D.P.R. n. 600/1973

    Le disposizioni disciplinano i poteri di rettifica e di accertamento dei redditi; l’Amministrazione deve fondare la ripresa fiscale su elementi idonei a dimostrare maggiori redditi o l’inesistenza, totale o parziale, delle deduzioni dichiarate.

  • Art. 54 del D.P.R. n. 633/1972

    La norma disciplina la rettifica della dichiarazione IVA sulla base degli elementi acquisiti dall’Amministrazione finanziaria.

  • Artt. 2697 e 2729 c.c.

    L’onere della prova grava sulla parte che intende far valere un diritto; le presunzioni semplici devono essere gravi, precise e concordanti. L’antieconomicità può costituire un indizio, ma deve essere adeguatamente dimostrata e valutata insieme agli altri elementi.

  • Art. 53 Cost.

    Il principio di capacità contributiva può sostenere accertamenti fondati su indici di ricchezza o su condotte antieconomiche, ma non consente di disconoscere automaticamente un costo effettivamente sostenuto e inerente.

  • Art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Il vizio di motivazione rileva solo quando la motivazione presenta lacune, incoerenze o incongruenze tali da impedire di comprendere il criterio logico seguito dal giudice; non consente alla Cassazione di sostituire la propria valutazione a quella del giudice di merito.

Massime di principio

  • Un costo sostenuto da un professionista è in linea generale deducibile se è effettivo e inerente, cioè collegato direttamente e immediatamente all’attività esercitata.
  • La mera antieconomicità, sproporzione o non convenienza del costo non comporta automaticamente la sua indeducibilità: l’Amministrazione deve fornire elementi presuntivi gravi, precisi e concordanti che mettano in dubbio l’effettività, l’inerenza o la reale giustificazione economica dell’operazione.
  • Il controllo dell’Amministrazione sulla congruità dei costi non può trasformarsi in una valutazione discrezionale delle scelte imprenditoriali o professionali del contribuente, salvo che tali scelte costituiscano indizi concreti di evasione o di abuso.
  • In Cassazione non è possibile ottenere un nuovo esame del merito o una diversa valutazione delle prove attraverso una censura formalmente qualificata come violazione di legge; occorre distinguere l’errore nell’interpretazione della norma dal dissenso sulla valutazione degli elementi di fatto.
  • I ricorsi per cassazione devono indicare quesiti di diritto specifici e autosufficienti, riferiti alla concreta questione controversa; quesiti generici o fondati su richiami indistinti a molte norme possono determinare l’inammissibilità del motivo.
  • Il contribuente che deduce costi professionali dovrebbe conservare contratti, fatture, pagamenti tracciabili, documentazione dei servizi ricevuti e spiegazioni della loro utilità, così da dimostrarne effettività e inerenza.

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