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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10943/2024 del 15/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna il rigetto dell'istanza di declaratoria di inefficacia della misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, applicata per i reati di tentata estorsione e lesioni personali. Sostiene che la misura abbia perso efficacia per il mancato tempestivo espletamento dell'interrogatorio di garanzia dopo che il difensore precedente aveva rinunciato al mandato e il nuovo difensore è stato nominato solo la sera precedente l'interrogatorio fissato, con conseguente violazione delle garanzie difensive richiamando l'art. 294, comma 1-bis c.p.p. e l'art. 108 c.p.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui la rinuncia o revoca del mandato del difensore produce effetto solo dal momento in cui l'imputato sia assistito da un nuovo difensore e sia decorrso l'eventuale termine a difesa; fino a quel momento il difensore rinunciante è tenuto a proseguire l'assistenza. Ne consegue che l'interrogatorio di garanzia non è viziato o nullo per la sola circostanza della tardiva nomina del nuovo difensore e che il giudice del merito non ha violato la legge nel rifiutare il differimento. Condanna alle spese a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 294 cod. proc. pen., comma 1-bis

    art. 294, comma 1-bis c.p.p.

    Richiamato dal ricorrente come base per sostenere la perdita di efficacia della misura per mancato interrogatorio tempestivo; la Corte ritiene che l'applicazione non determini automaticamente inefficacia quando il difensore rinunciante ha continuato ad assistere fino alla decorrenza del termine a difesa.

  • art. 108 cod. proc. pen.

    Il termine a difesa serve a garantire una difesa effettiva; la rinuncia del difensore produce effetto solo quando l'imputato è assistito dal nuovo difensore e sia decorrso il termine a difesa, pertanto il difensore rinunciante è obbligato a garantire l'assistenza fino ad allora.

  • Giurisprudenza: Sez. 6, Sentenza n. 18113 del 11/03/2021, Rv. 281093

    Sez. 6, Sent. n. 18113/11.03.2021, Rv. 281093

    La Corte ha già affermato che la rinuncia o revoca del mandato non produce effetto immediato se non è intervenuta l'assistenza di un nuovo difensore e decorso il termine a difesa; il difensore rinunciante resta obbligato alla assistenza nel frattempo.

Massime di principio

  • La rinuncia o revoca del mandato del difensore non paralizza automaticamente il procedimento: l'efficacia della rinuncia decorre solo quando il nuovo difensore è effettivamente presente e sia decorso l'eventuale termine a difesa.
  • Fintanto che non è decorso il termine a difesa del nuovo difensore, il difensore rinunciante è tenuto a garantire l'assistenza e l'interrogatorio di garanzia non è necessariamente nullo se svolto in sua presenza.
  • Il giudice ha discrezionalità nel concedere o meno il differimento dell'interrogatorio; l'istanza di differimento deve essere adeguatamente motivata e supportata per essere accolta.
  • Per le misure non detentive (es. divieto di avvicinamento) l'eventuale richiamo all'art. 294, comma 1-bis non produce automaticamente la perdita di efficacia della misura: va valutata la concreta lesione delle garanzie difensive.
  • In situazioni simili è consigliabile: documentare tempestivamente la rinuncia/nomina del difensore, richiedere formalmente il differimento e, se necessario, chiedere l'immediata nomina di un difensore d'ufficio per evitare contestazioni procedurali sulla regolarità dell'interrogatorio.

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