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Sentenza

Sentenza n. 6595/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania (Sezione Sesta) n. 2839/2024.

Giustizia amministrativa202405482

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di acquisizione gratuita al patrimonio comunale di opere abusive

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il privato ha impugnato il decreto dirigenziale di acquisizione gratuita dell’immobile al patrimonio comunale, deducendo violazioni di legge ed eccesso di potere e sostenendo, in appello, l’errore della sentenza del TAR nella parte in cui aveva respinto la domanda relativa all’acquisizione. L’unico motivo d’appello, articolato per error in iudicando, violazione dell’art. 31 d.P.R. 380/2001 ed eccesso di potere, si fondava sull’intervenuta autodemolizione del manufatto abusivo. Il ricorrente aveva comunicato al Comune l’inizio dei lavori di demolizione il 18 giugno 2023, sostenendo che tale demolizione impedisse o rendesse illegittima l’acquisizione.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’appello e confermato la sentenza del TAR nella parte relativa all’acquisizione. Richiamando i principi dell’Adunanza plenaria n. 16/2023, ha distinto le fasi successive all’ordinanza di demolizione: decorso il termine di 90 giorni senza ottemperanza, si verifica ipso iure l’acquisizione del bene al patrimonio comunale; la successiva notifica dell’accertamento dell’inottemperanza consente l’immissione nel possesso e la trascrizione dell’acquisto. Nel caso concreto, il provvedimento di acquisizione era stato notificato il 25 maggio 2023, mentre la comunicazione di inizio dei lavori di demolizione era successiva, del 18 giugno 2023. L’autodemolizione era quindi intervenuta quando il bene era già uscito dal patrimonio dell’appellante ed era stato acquisito a titolo originario dal Comune, risultando priva di effetti. Le spese del giudizio d’appello sono state compensate per giusti motivi connessi alla natura delle questioni esaminate.

Norme richiamate

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    Una seconda fase si attiva decorso il termine di 90 giorni dalla notifica del provvedimento di demolizione agli interessati ... Nel caso di accertamento negativo, l’Amministrazione rileva che vi è stata l’acquisizione ex lege al patrimonio comunale.

    Il decorso infruttuoso del termine per ottemperare all’ordinanza di demolizione determina l’acquisizione ipso iure del bene abusivo al patrimonio comunale; il successivo accertamento dell’inottemperanza certifica il trasferimento e costituisce titolo per l’immissione nel possesso e la trascrizione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    all’udienza di smaltimento dell’8.7.2026 – tenutasi con modalità di collegamento da remoto in videoconferenza, ai sensi dell’art. 87 comma 4 bis c.p.a.

    La disposizione è richiamata quale base della trattazione dell’appello mediante collegamento da remoto nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

  • Cons. Stato, Adunanza plenaria n. 16/2023

    Con tale notifica, il bene si intende acquisito a titolo originario al patrimonio pubblico – con decorrenza dalla scadenza del termine fissato dall’art. 31, salva la proroga eventualmente disposta.

    L’acquisizione al patrimonio pubblico opera a titolo originario dalla scadenza del termine per demolire; l’atto successivo di accertamento dell’inottemperanza rende pubblico il trasferimento e consente gli adempimenti possessori e pubblicitari.

Massime di principio

  • Ai sensi dell’art. 31 d.P.R. 380/2001, decorso inutilmente il termine di 90 giorni dalla notifica dell’ordinanza di demolizione, salvo proroga validamente disposta, il bene abusivo è acquisito ipso iure e a titolo originario al patrimonio comunale; l’atto successivo di accertamento dell’inottemperanza certifica il trasferimento e consente l’immissione nel possesso e la trascrizione.
  • L’autodemolizione eseguita o avviata dopo la notifica del provvedimento di acquisizione è priva di effetti, poiché riguarda un bene già uscito dal patrimonio del precedente proprietario e ormai acquisito al patrimonio comunale.
  • L’acquisizione ipso iure del bene abusivo determina la novazione dell’obbligo propter rem di demolizione: dopo il trasferimento della proprietà, il precedente responsabile non può più demolire il bene e l’obbligo di demolizione è sostituito dall’obbligo di rimborsare all’amministrazione le spese sostenute per la demolizione.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioni
RamiEdilizia
SottomaterieAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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