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Sentenza

Sentenza n. 9479/2026 - Roma, Sezione 2

per l'annullamento - del provvedimento mai comunicato e/o notificato dallo Sportello Unico Immigrazione di Roma, con il quale si decretava il rigetto dell'istanza di Emersione Irregolare di cittadini extracomunitari ex art. 103 del Decreto –Legge 19 maggio 2020 n.34, presentata dal datore di lavoro sig. -OMISSIS-, in data 17.06.2020, contraddistinta dal codice identificativo -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202305575

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell'istanza di emersione dal lavoro irregolare, successivamente formalizzato con provvedimento definitivo

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato un provvedimento di diniego dell'istanza di emersione ex art. 103 del d.l. n. 34/2020, deducendo di non averlo mai ricevuto né conosciuto. Nel corso del giudizio l’Amministrazione ha depositato dapprima la documentazione relativa alla convocazione per la consegna dei documenti e l’eventuale sottoscrizione del contratto di soggiorno, poi una comunicazione di avvio dell’archiviazione ai sensi dell’art. 10-bis l. n. 241/1990, motivata dalla mancata presentazione alla convocazione, e infine il provvedimento definitivo di diniego dell’istanza. Il ricorrente non ha impugnato quest’ultimo provvedimento mediante motivi aggiunti.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. Il ricorso era stato originariamente proposto contro un provvedimento non ancora esistente, essendosi il diniego definitivo formato solo successivamente. In ogni caso, una volta depositato il provvedimento definitivo, il ricorrente avrebbe dovuto impugnarlo con motivi aggiunti; non avendolo fatto, non residuava interesse alla decisione sul ricorso originario. Le spese sono state poste a carico del ricorrente e liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 103 d.l. 19 maggio 2020, n. 34

    Disciplina la procedura di emersione del lavoro irregolare cui si riferiva l’istanza oggetto del giudizio.

  • art. 10-bis l. 7 agosto 1990, n. 241

    È stato richiamato dall’Amministrazione per la comunicazione di avvio dell’archiviazione della pratica di emersione.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le norme processuali applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le norme processuali applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della causa.

Massime di principio

  • È improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse il ricorso proposto contro un atto non più lesivo o non definitivamente esistente quando, nel corso del giudizio, l’Amministrazione adotta il provvedimento definitivo e il ricorrente non lo impugna con motivi aggiunti.
  • Quando il provvedimento definitivo si forma o viene conosciuto durante il processo e sostituisce l’atto o il comportamento inizialmente contestato, la tutela contro tale provvedimento deve essere esercitata mediante tempestiva impugnazione, anche con motivi aggiunti; in mancanza, il giudice non può esaminare nel merito la controversia originaria.
  • La mancata partecipazione dell’interessato alla convocazione fissata nell’ambito della procedura di emersione può condurre l’Amministrazione ad avviare l’archiviazione della pratica, nel rispetto delle garanzie procedimentali richiamate dall’art. 10-bis l. n. 241/1990.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilitàPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativoProcedimento amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interessePartecipazione procedimentale

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