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Sentenza

Sentenza n. 3285/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del decreto emesso dal Ministero dell''Interno in data 31/01/2020 e notificato in data 15/04/2020 con cui è stata respinta la richiesta di cittadinanza k10/-OMISSIS-

Giustizia amministrativa202005122

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che l'emanazione del decreto di conferimento della cittadinanza avesse integralmente soddisfatto l'interesse sostanziale perseguito con il ricorso contro il diniego. Non è stata quindi esaminata la legittimità del decreto ministeriale impugnato. Le spese di lite sono state compensate per giusti motivi.

TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego della concessione della cittadinanza italiana adottato dal Ministero dell'Interno

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto ministeriale del 31 gennaio 2020, notificato il 15 aprile 2020, con cui era stata respinta la sua istanza di concessione della cittadinanza italiana presentata ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992. Nel corso del giudizio il Ministero dell'Interno si è costituito e ha preannunciato il riesame della posizione alla luce di nuovi elementi favorevoli. Prima della camera di consiglio, l'Amministrazione ha depositato il decreto del Presidente della Repubblica del 4 novembre 2025, con cui la cittadinanza italiana è stata conferita al ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91

    Costituisce la base normativa dell'istanza di concessione della cittadinanza italiana; il merito della relativa domanda non è stato esaminato per la sopravvenuta soddisfazione dell'interesse.

  • artt. 72-bis e 74 c.p.a.

    Richiamati quali disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento contro un diniego amministrativo, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto dal ricorrente e tale provvedimento soddisfa integralmente l'interesse sostanziale azionato, il giudice dichiara cessata la materia del contendere senza esaminare la legittimità dell'atto originariamente impugnato.
  • La sopravvenuta adozione di un provvedimento pienamente satisfattivo dell'interesse del ricorrente determina la cessazione della materia del contendere, anziché una decisione di merito sull'impugnazione del precedente diniego.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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