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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9996/2022 del 23/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma della condanna per detenzione ai fini di spaccio (art. 73 T.U. stupefacenti) contestando: errore materiale nella motivazione relativo all'indicazione del peso dello stupefacente (si sarebbe parlato di 50 grammi mentre dagli atti risultano circa 4,5/4,7 grammi); presunta utilizzazione illegittima di dichiarazioni rese all'organo di polizia senza la presenza del difensore e senza firma sul verbale di arresto; valutazione errata circa la particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) in relazione al peso reale; illegittima determinazione del trattamento sanzionatorio in conseguenza dell'errato dato quantitativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali. Il Collegio ha richiamato il principio per cui la Cassazione non può riesaminare i fatti e le risultanze probatorie di merito. Ha ritenuto utilizzabili le dichiarazioni spontanee rese dall'imputato alla polizia giudiziaria se chiaramente volontarie (art. 350 cod. proc. pen., comma 7), nonché le dichiarazioni del cessionario; ha inoltre chiarito che la condanna è stata pronunciata in relazione al peso indicato nell'imputazione (circa 4,70 g) e sulla base di elementi che indicano la destinazione allo spaccio (dichiarazione dell'imputato, informazioni dell'acquirente, bilancino di precisione e materiale per il confezionamento). Quanto alla particolare tenuità del fatto, il Collegio ha ritenuto che la presenza di materiale e attrezzi per il confezionamento esclude l'occasionalità e giustifica la non applicazione dell'art. 131-bis; la pena, confermata sotto la media edittale, è stata ritenuta congrua e motivata nel suo complesso argomentativo.

Norme richiamate

  • Testo Unico stupefacenti, art. 73

    Norma che sanziona la detenzione di sostanze stupefacenti illecita, con aggravamento quando l'illecito è finalizzato allo spaccio; applicata alla fattispecie in base alla valutazione della destinazione della sostanza (quantità, bilancino, materiale per il confezionamento, dichiarazioni).

  • Codice penale, art. 131-bis

    Norma sulla particolare tenuità del fatto; la Corte ha interpretato che non può essere riconosciuta quando le modalità della condotta e il possesso di materiale per il confezionamento escludono l'occasionalità.

  • Codice di procedura penale, art. 350 (comma 7 e richiamo al sesto comma nei motivi)

    Regola l'utilizzabilità delle dichiarazioni dell'indagato rese alla polizia giudiziaria: la Cassazione ammette l'utilizzo delle dichiarazioni spontanee rese senza difensore se emerge chiaramente la volontarietà (comma 7); viceversa le dichiarazioni indotte nell'immediatezza e senza difensore sono inutilizzabili.

  • Costituzione, art. 27

    Citata nei motivi di ricorso in relazione ai principi di responsabilità penale e proporzionalità della pena; la decisione impugnata è stata valutata alla luce dei limiti di legittimità e della corretta determinazione della pena.

  • Codice di procedura penale, artt. 125, 192, 533, 535, 603

    Richiamati nei motivi di impugnazione relativi a presunte violazioni processuali e vizi di motivazione; la Corte ha ricordato i limiti del sindacato in Cassazione e l'inammissibilità di censure che richiedano rivalutazione del fatto.

  • Codice penale, artt. 132 e 133

    Norme sulla determinazione della pena e sui criteri di individualizzazione; la Corte ha ritenuto congrua la pena inflitta, osservando che non è necessaria una motivazione dettagliata quando dalla decisione nel suo complesso emergono i parametri valutativi.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non può riesaminare i fatti né sostituirsi al giudice del merito: i motivi che chiedono una diversa valutazione della prova sono inammissibili salvo vizio di motivazione mancante, manifesta illogicità o contraddittorietà su punti essenziali.
  • Le dichiarazioni spontanee rese dall'indagato alla polizia giudiziaria senza la presenza del difensore possono essere utilizzate se è chiaro che sono state rese liberamente e non sotto sollecitazione (art. 350 c.p.p., comma 7); dichiarazioni 'in immediatezza' su sollecitazione senza difensore sono invece inutilizzabili.
  • Un errore materiale nella motivazione (es. indicazione errata del peso) non comporta automaticamente l'annullamento della condanna se risulta che la decisione si è basata sul corretto dato indicato nell'imputazione e su altre prove che giustificano la qualificazione del reato.
  • La particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) richiede una valutazione complessiva delle modalità della condotta: quantità limitata non è di per sé sufficiente quando sussistono elementi indicativi di destinazione allo spaccio (bilancino, materiale per confezionamento, dichiarazioni dell'acquirente).
  • Le dichiarazioni rese dall'acquirente/cessionario sono utilizzabili ai fini probatori anche se nei suoi confronti non è stata eseguita una perquisizione; la loro rilevanza va valutata insieme agli altri elementi probatori.
  • In tema di determinazione della pena, se la sanzione è fissata al di sotto della media edittale non è obbligatorio fornire una motivazione dettagliata purché il parametro valutativo sia desumibile dal testo complessivo della sentenza.

Testo integrale

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